Rock e baseball, famiglie, bambini e grandi che sono come bambini. Americana

10 Giu

Quello che mi ha stupito a Cleveland della visita alla Rock and Roll Hall of Fame, a parte innumerevoli colpi al cuore per le memorabilia che ti rituffano nel personale hard disk del tuo passato, sono le famiglie. Non solo baby boomers ma un mosaico di generazioni e tanti, tanti giovani a cui se chiedi per cosa sono li, come ci e’ capitato con una scolaresca del Michigan ( scuole medie ) ti senti rispondere i Beatles ma anche tanti altri che credevi fossero roba tua, di quelli della mia eta’ che a Woodstock avevano la loro eta’, più o meno. A me la cosa che ha stretto il cuore e’ stata la Porsche del 1965 di Janis Joplin ma poi tutto.

E’ un museo che racconta bene l’America. E’ il loro ( anche nostro ) romanzo popolare, il loro museo etrusco di Valle Giulia, il loro Palatino, Colosseo, Ara Pacis.
I manufatti, che in alcuni casi anche noi possediamo o ancora possiamo trovare su eBay, sono il passato-presente di un paese che guarda sempre al futuro. E si porta a casa da queste visite riproduzioni di cimeli, uguali a quelli veri, che tanto non fa differenza. I negozi, il merchandising dei musei, come nello stadio del baseball dei White Sox di Chicago, dove siamo stati ieri, sono loro stessi musei in cui genitori e figli si comunicano la loro passione.
Non ho mai visto tante famiglie e tanti bambini come ieri al game di baseball in cui i White Sox della South Side di Chicago hanno dominato gli Astros di Houston per 10 a 1. Stadio quasi pieno con biglietti da 18 a 67 dollari, i più cari. Ci ha detto Ally, stagista per i White Sox che ci ha accompagnato, che la crisi ha colpito e quindi continuamente ci sono partite in cui i biglietti costano dai 5 ai 29 dollari, il massimo per i posti migliori. L’importante e’ avere lo stadio pieno perché’ se perdi le nuove generazioni sei sconfitto per sempre. Lezioni americane.
Il baseball, a capirlo piano piano, e’ bello come un film, un romanzo srotolato senza fretta. Epico e complesso. Ma anche elementare a coglierne solo quello che abbiamo colto noi. Una palla e una mazza. E tanti, tanti bambini felici, in una bella giornata di sole che mangiavano hot dogs.




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