Melting pot, non esattamente. Un paese grande, in cui perdersi

19 giu

Il Montana, che abbiamo lasciato la notte scorsa per entrare nello stato di Washington, e’ uno degli stati con la densità minore di abitanti. Ci si era nascosto a lungo Ted Kaczynski, detto Unabomber, quel ragazzo prodigio entrato ad Harvard a 16 anni e trasformatosi poi nel terrorista domestico numero uno. E’ lo stato in cui Ted Turner ha comprato più terra, in cui i cowboys portano a casa 12mila dollari l’anno di media, come quelli che lavorano da Walmart e McDonald’s. Quello su cui John Steinbeck ha scritto” Per altri stati ho ammirazione, rispetto, perfino un poco di affetto ma col Montana e’ amore ed e’ difficile analizzare l’amore quando ci sei dentro”.
Quello che unisce e distanzia, separa tutti e’ lo spazio, immenso, che dai finestrini del treno capisci bene. Uno spettacolo bello e basta, anche senza scavare nelle citazioni. Alla piccola stazione di Malta abbiamo preso il posto sul vagone di una ventina di Hutterites, che a noi sembrano i più noti Amish ma sono diversi in molte cose.
In Montana, Nord Dakota e nel vicino Canada hanno sviluppato le loro fattorie comunitarie arrivando a produrre il 60% della carne di maiale, il 50% delle uova e il 17% del latte del Montana. Perseguitati nei secoli per il loro rifiuto di partecipare al servizio di leva nei paesi da cui sono fuggiti, anche in America non hanno avuto agli inizi vita facile. Oggi prosperano, nel loro isolamento. Americani, separati in casa. Come tanti in questo paese mosaico. Sui treni questa umanità patchwork ti si siede accanto e quando ti chiedi cosa leghi tutti, a parte risposte piu’ complesse, quella che ti dai viaggiando e’ lo spazio. Grande, non finito ma con muri più o meno virtuali tra un campo arato e l’altro.



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