THE NEWSROOM. Tv sulla TV ( che di solito non funziona ). Invece si

25 giu

“The Newsroom e’ il meglio e il peggio di Aaron Sorkin…”( New York magazine )
” Comincia a funzionare solo verso il terzo, quarto episodio…” ( The New York Times )
” The Newsroom ci tratta come se fossimo stupidi” ( The New Yorker )
Alla critica non e’ piaciuto un granche’ il nuovo lavoro televisivo di Aaron Sorkin partito stasera su HBO ( dieci puntate ). Succede cosi, che a forza di parlare più del creatore della serie che degli altri che ci lavorano, si parli solo di lui, Aaron Sorkin ( The West Wing, The Social Network, ecc ). E succede che il desiderio di vederlo cadere cresca.
L’inizio e’ folgorante e premessa per il primo monologo, una delle lezioni che Sorkin usa darci, qua dilatata. “Obama socialista” e “America, il più grande paese del mondo, perché ?”. E subito dopo raffiche di dialoghi ( dialoghi a raffica ). Siamo nell’aprile del 2010, il 20, il giorno dell’esplosione della piattaforma BP nel Golfo del Messico. La notizia piove a meta’ della prima puntata nella Newsroom.
Il centro diventa l’eccezionalismo americano in una situazione eccezionale. Una occasione eccezionale che Sorkin sviluppa didascalicamente mettendo in bocca ai protagonisti una lezione e controlezione sul giornalismo, oggi. Che non e’ piaciuta. ( alla critica ). A me e’ sembrata utile ( didascalicamente parlando ). Quindi dopo averci fatto capire cosa pensa dell’informazione oggi ( tutto il male possibile ) The Newsroom parte alla grande. E diventa grande lezione televisiva da studiare nelle scuole di giornalismo. “We don’t do good television, we do the news” dice Will l’anchorman ( repubblicano moderato ) di The Newsroom, prima di fare le due cose insieme.
Le prossime lezioni ogni domenica su HBO, nella televisione estiva americana che d’estate non va al mare o si mette in standby perché tanto ci sono gli europei di calcio e poi le Olimpiadi quindi chissenefrega.
PS il regista del pilot, di cui pochi hanno parlato, e’ Greg Mottola, uno degli executive producers della serie.Uno che fa cinema popolare.

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