Chicago ( Far West, macche’ Midwest )

27 giu

Due settimane fa ci siamo fermati a Chicago per tre giorni nel nostro  ( di Beppe Severgnini e Karl Hoffmann ) viaggio in treno da est a ovest degli Stati Uniti. Abbiamo visto tante belle cose in quella che, dico sempre, e’ la più bella città americana. Abbiamo anche preso un taxi, dopo la partita dell’Italia con la Spagna, e ci ha caricati una signora afroamericana che , ci ha detto poi , va in giro a scegliersi i suoi clienti, anche se non sarebbe consentito ( e immagino perché abbia scelto il nostro gruppetto armato di telecamera ). Le abbiamo chiesto di portarci alla casa di Obama nella South Side di Chicago e poi , oltre, non molto lontano, nei quartieri abbandonati, una casa in piedi per ogni due, tre chiuse, in cui si spara e ci si ammazza ogni giorno, a pranzo e a cena. Siamo scesi a fotografare la casa, oggi abbandonata, di Jennifer Hudson, l’attrice-cantante, vincitrice di Oscar, che a Englewood, qua, perse, uccisi, madre e fratello.
Abbiamo letto il giorno dopo che in quel tranquillo weekend di paura c’erano stati nella South e West Side 32 feriti e nove morti. Fino al 17 giugno di quest’anno, come ricordava ieri il New York Times, 240 morti per arma da fuoco, il 38% in più dello stesso periodo dello scorso anno. Non succede così a New York o Los Angeles. E’ roba che accade a Chicago, la città in cui e’ sindaco Rahm Emanuel, in cui Obama ha piantato il quartiere generale della sua campagna per la Casa Bianca. E’ in corso una guerra tra gangs che si sarebbero scisse in infinite frazioni. Le sparatorie sono arrivate, in alcuni casi, fino al Magnificent Mile, il centro della città. E stavolta Al Capone, gloria cittadina  che vive su magliette e cappellini, non c’entra.



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