Mamme che lavorano. In tivu

16 Feb

Sono laico ma seguace del culto di TINA FEY.
La nostra religione puo’ contare su legioni di fedeli. Siamo, forse, la sparo li, il culto che piu’ e’ cresciuto nella credente America negli ultimi tre anni.
Una crescita impetuosa dalle ultime elezioni  presidenziali, da quando Tina (autrice del popolare 30 ROCK, sette EMMY, tre GOLDEN GLOBE) e’ tornata a SATURDAY NIGHT LIVE per impersonare una Sarah Palin piu’ autentica di quella vera. Perche’ ne ha esasperato tic e frasi fatte (cosi’ fanno di solito le imitazioni), interpretati su canovacci di battute da schiantarsi. E, come succede a quelli imitati bene, ha reso anche un servizio alla Palin, ingigantendone la popolarita’ (i genitori repubblicani di Tina avevano approvato).

Ora Tina (40 anni, sposata da dieci) ha scritto un pezzo sul NEW YORKER della scorsa settimana a proposito delle mamme che lavorano. L’occasione e’ stata offerta dalla figlia unica, Alice, 5 anni, che e’ tornata a casa dall’asilo con un libro titolato “My working mom” (La mia mamma che lavora). Nel libro c’e’ scritta la frase che ha fatto riflettere Tina. Dice la bambina protagonista del libro a proposito della madre, una strega : “E’ duro avere una madre che lavora, specialmente quando a lei piace quello che fa”.
Tina Fey era tornata al suo lavoro in televisione un mese dopo la nascita di Alice.
Ho notato spesso (non e’ difficile, ci entrano in casa ogni giorno e quindi le monitoriamo , anche senza volerlo) che le donne televisive e soprattutto quelle delle news fanno i figli praticamente in studio, si fanno una doccia e sono di nuovo li, magre e sorridenti, come dopo un incidente di percorso. Poi alcune vanno nei talk shows dove presentano un libro in cui hanno scritto come sia difficile fare tante cose insieme (allargando il quadro, il 77% delle donne americane con figli in eta’ scolare lavorano). Cosi’ ha fatto MIKA BRZEZINSKI, con cui apro di solito la mia giornata televisiva (coconduttrice di MORNING JOE, MSNBC,  dalle sei alle nove del mattino, una specie di UNO MATTINA piu’ politico). Mika consiglia di non mollare il lavoro in questa difficile congiuntura economica. Ma anche di fare figli presto. Infatti il suo libro e’ titolato “All  things at once”,Tutto insieme. Trattato male dalla critica che l’ha presa in giro quando parla di precarieta’ sul posto di lavoro (suo padre e’ celebre esperto di esteri, gia’ al lavoro alla Casa Bianca con Carter).
C’e’ un dramma narrato nel libro che Mika attribuisce alla sua stanchezza per i turni notturni di un tempo alla CBS, quando cadde dalle scale di casa con la figlia di quattro mesi. Tutto ando’ bene.
Tina Fey finisce il suo articolo con una battuta, sollevata, quando racconta di avere chiesto terrorizzata alla figlia perche’ avesse preso quel libro sulle mamme che lavorano. ”Mica so leggere – ha risposto Alice –  perche’ c’era una strega in copertina e pensavo fosse su Halloween”.

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