L’infomercial repubblicano, falso movimento

28 ago

La prima giornata della convention repubblicana e’ stata una falsa partenza, dovuta ad Isaac, la tempesta che ci ha bagnato e poi asciugato, immersi in una sauna propedeutica al vero inizio con Ann Romney e Chris Christie, il bullo e la ragazza del capo, di martedì.
Abbandonata la macchina lontano, si cammina nella Tampa militarizzata fino al grande centro allestito per i media ( 15.000 presenti, dicono ). Tutti a caccia dei delegati peones che quando li placchi ti ripetono a pappardella che l’economia e’ il motivo per cui Obama deve sloggiare. Il tentativo di introdurre trascurabili questioni come l’aborto, il matrimonio gay, Osama bin Laden,ecc viene rigettato in coro. E allora, per oggi, ti accontenti di avere visto Gingrich saltabeccare da un’intervista all’altra, Jeb Bush provare il palco, ascoltare prove di orrori country  ed ammirare la ballroom vuota con i nomi degli stati ed i palloncini raccolti nelle reti al soffitto pronti per l’ultimo giorno. Dovunque poi sciamano i supporters di Ron Paul, le variabili fuori controllo di questo grande infomercial acceso d’entusiasmo per l’ultra’-vice, il cattolico Paul Ryan, più che per il titolare del ticket che più bianco non si puo’, il mormone Romney.
Secondo la Nielsen due terzi degli americani hanno visto almeno per qualche minuto qualcosa delle due conventions nel 2008. E dal 10 al 29 per cento deciderebbero per chi votare a novembre proprio dopo avere sbirciato i due grandi infomercials, secondo uno studio delle università del Michigan e Stanford. E questo nonostante la televisione generalista si sia progressivamente defilata dall’avvenimento. Come George Bush che non farà capolino a Tampa.
PS Io ho mangiato troppo stasera in questa brutta Tampa ( burger e hot fudge sundae ) nella catena che uso fuori da New York e forse avrei fatto meglio a farmi un sushi.








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