UOMINI CHE PIANGONO (e fanno piangere)

24 Feb

JOHN BOEHNER, il nuovo Speaker of the House, leader della maggioranza repubblicana al Congresso, piange spesso. Le lacrime scendono sul suo volto perennemente abbronzato nelle piu’ disparate occasioni. Ormai gli occhi lucidi di Boehner sono occasione di satira continua in televisione anche perche’ si accoppiano ad una voce profonda e ad una durissima opera di opposizione alla Casa Bianca. Non che le cose non possano andare insieme ma certo l’elenco che ha fatto il New York Times di queste improvvise “polluzioni” e’ ormai lungo e bizzarro.
E’ accaduto durante una rappresentazione del KING LEAR, alla cerimonia di consegna di un diploma di terza media, ascoltando brani di musica, leggendo libri, “consolando” adolescenti gay (…) e poi piu’ comprensibilmente ogni volta che ricorda le sue umili origini e la sua famiglia numerosa (12 figli).
La lacrimazione pubblica di Boehner e’ cosi’ frequente e cosi’ controcorrente nel mondo della politica americana che sulla questione hanno cominciato ad esprimersi in parecchi, professori, psicologi, opinionisti. Divisi nel lodare la sua “autenticita’ ” o nel mettere in guardia l’opinione pubblica dall’avere consegnato ad una cosi’ alta carica dello stato tanto potere. Ma a parte le lacrime, nella prima intervista a MEET THE PRESS (che ho visto dieci giorni fa), il piu’ importante teatro televisivo politico, Boehner ha tenuto fede alla sua fama di duro, magari non straordinario affabulatore (come il suo nemico Obama) ma certo uno che non le manda a dire. DAVID GREGORY, il conduttore, ha mostrato a Boehner un focus group registrato da FOX NEWS in cui la maggioranza sosteneva la solita puttanata che Obama e’ muslim, musulmano (che non sarebbe un peccato se non fosse che e’ una menzogna). Gregory ha chiesto ufficialmente a Boehner di smentire una volta per tutte la voce ma lo Speaker of the House ha piu’ volte replicato a muso duro che il popolo americano ha le sue opinioni e lui non interferisce con queste.
Poi nei giorni seguenti Boehner ha preso in mano il librone del BUDGET americano (la finanziaria 2012) e ha dato il via alla campagna per i tagli, piu’ profondi di quelli annunciati dall’amministrazione Obama che si propone di ridurre il gigantesco deficit di 1.100 miliardi in dieci anni (uno dei tagli riguardano i 2,5 miliardi di sussidi alle famiglie povere per il gasolio da riscaldamento, argomento di cui ho parlato proprio ieri a proposito di questo freddissimo inverno americano). Boehner sta riuscendo a mettere insieme la vecchia guardia repubblicana con i nuovi arrivati con l’etichetta Tea Party. E a seguire ha soffiato sul vento che punta a ridurre il potere contrattuale dei sindacati del pubblico impiego, che fino ad ora era rimasto solido mentre era stato fortemente incrinato quello degli operai e impiegati delle manifatture. Le piazze del Midwest sono il teatro di un braccio di ferro epocale in questi giorni in cui siamo piu’ presi da altre piazze nel mondo.
Ma attenzione alla piazza americana perche’ ha al centro questioni che sono sul piatto in tutte le democrazie occidentali e riguardano il destino del welfare, della previdenza, della assistenza sanitaria. E attenzione all’uomo con una LACRIMA SUL VISO e gli occhi blu. Ho l’impressione che voglia passare alla storia.

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