Gregory Brothers, prossimamente su questi schermi. E su tutti gli altri

29 ott

Obamatos e Romneyprost sono due parole che danno l’idea di un coro religioso applicato alla politica. Ho intervistato i Gregory Brothers ( grazie Gianmaria ) nel loro loft-officina di Brooklyn. Tra poco piu’ di una settimana il video completo. La loro rilettura autotuned dei dibattiti presidenziali e’ la novita’ virale di queste elezioni americane, le prime realmente digitali.

Usano tecniche note nell’industria musicale applicate all’attualita’ politica e non solo. Fanno musica altra e sono computer-maghetti. Sono tre fratelli ( Evan, Andrew, Michael ) figli di due insegnanti della Virginia trapiantati nella hipster Williamsburg, con in piu’ Sarah, moglie di Evan. Sono simpatici, colti, attenti a quello che accade intorno a loro e sono padroni della tecnica che segna un cambio di fase. Quella con cui il segmento demografico 18-49 anni, a diversi livelli di conoscenza, tiene la televisione come sfondo, come musica da aeroporto e si abbevera di notizie sulla rete. Il vecchio totem e’ ancora li e s’illumina  in occasioni topiche ma la sua fruizione e’ sempre piu’ mobile e, nel caso dei Gregory Brothers, frullata dentro una acuta rivisitazione.
Sono l’esempio di come una piattaforma digitale come You Tube stia rivoltando la tele-visione. Senza tanti Gregory Brothers You Tube non sarebbe quello che e’. E viceversa. Il loro video Bed Intruder ha avuto piu’ di 100milioni di visite. You Tube ha cominciato a misurare anche la persistenza sui video, non solo la visita. Come si fa con l’ascolto televisivo. La pubblicita’ e’ ancora, in America, sulla televisione (64.5 miliardi l’anno ) ma nell’ultimo anno quella sui video digitali e’ cresciuta del 46.5% ( 2.9 miliardi l’anno ). La vecchia televisione e’ tutt’altro che morta ma piccoli canali crescono.

 








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