Ciao mamma, stiamo bene ma il COLOSSO ( New York ) non tanto

30 ott

Ieri sera, a casa, avevo appena finito di vedere in televisione la conferenza stampa di Bloomberg in cui diceva che sarebbe potuto accadere un blackout e poco dopo il trasformatore sulla quattordicesima strada che illumina tutti noi dalla quarantesima a downtown ha finito di fare il suo sporco lavoro. Bum e quindi buio pesto. Dalle finestre di casa il Chrisler e l’Empire State Building sono sbucati nella notte attorno.


Siamo scesi in strada io e mio figlio, dieci piani sotto. Un gran vento, niente pioggia. Amici downtown mi telefonavano di allagamenti che non ho visto. Siamo arrivati, walking dead, nella citta’ buia e deserta a Grand Central Station, chiusa.

Questa mattina ho attraversato la citta’ a piedi da est a ovest ( sotto le immagini della traversata solitaria passando per la Fifth Avenue e Times Square, mai viste così ) per arrivare nella sala di montaggio sulla 57 dove tutto funziona perfettamente. Leggo di una possibilita’ che il blackout a sud nella citta’ possa durare fino ad una settimana. Sarebbe un evento epocale. Wall Street, chiusa anche oggi, si sta attrezzando per riprendere. Trasferiti pazienti dagli ospedali da sud a nord della citta’. Scuole chiuse indefinitamente. Metropolitana allagata.
E’ pazzesco che ConEd , il provider di energia di gran parte della citta’ non avesse un piano d’emergenza in caso di allagamenti. Dicono che la forza di Sandy non era prevedibile. Non ci avevano detto altro per una settimana ( Frankenstorm ). La messa in sicurezza delle centrali che distribuiscono la luce non ha retto. Non lamentatevi piu’, amici miei, dei ritardi nei soccorsi quando nevica nel belpaese.
Ciao mamma, stasera torno nella caverna che e’ casa nostra ma stiamo tutti bene.





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