“Corporations are people”. Che girano, vedono gente, si muovono, conoscono, fanno cose. Digitali

10 dic

Senza la Procter&Gamble non ci sarebbe la televisione americana come la conosciamo, e’ cresciuta, ha poi invaso il mondo.
Senza l’industria dello spot da 30 secondi e i Mad Men che ci hanno creduto non sarebbe andata come e’ andata.
Fino all’era digitale la Procter&Gamble ( quelli di Tide e molto altro ) e’ stata il player che piu’ ci ha creduto. Ora segnali importanti dicono che la multinazionale si stia emozionando per il digitale ( come accade con i competitors Unilever, Oreal ).
Tengono convegni, parlano con Twitter e Facebbok, spostano piccoli ma significativi investimenti, muovono pezzi di impresa in Asia e ci costruiscono sopra un’impalcatura di “doing good”. Esempio il trasloco della divisione di beauty e baby-care da Cincinnati a Singapore. Nello stesso tempo e’ partita una campagna per l’acqua pulita, la sua purificazione, apparentemente fuori target. Invece, come accade con le corporations piu’ avvedute, serve a creare un microclima favorevole alla penetrazione dei prodotti. La strategia digitale integrata e’ indirizzata soprattutto ai nuovi mercati emergenti cinese, indiano, brasiliano.
A noi, in America, rimangono ( ancora per non so quanto ) gli spot televisivi. Mercato in cui la P&G e’ sempre al primo posto. Ma 10 miliardi nei prossimi cinque anni andranno digitali. Gira, il mondo gira. E conviene vedere da che parte va.

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