STREAMING O NON STREAMING. Ma allora conta la TV nelle elezioni , si o no ?

24 feb

E’ in corso una rivoluzione ma noi abbiamo Sanremo. Quindi siamo sempre i mejo.
La prendo alla larga, in questa vigilia elettorale italiana.
Ho letto, tornando in aereo dall’Italia, una decina di giorni fa, il libro di Freccero sulla televisione in cui ci dice che ” in America tutto e’ piu’ semplice; c’e’ una sola scala di valori ed e’ la scala del potere economico”. E’ sempre triste estrarre frasi da un lungo testo per dimostrare qualcosa. Ma parto da qua, dando per buona questa affermazione ( che non condivido perche’ come sempre la storia e’ piu’ complessa, anche quella della televisione pubblica americana ).
Dunque in America siamo un popolo di consumatori e la Nielsen questo fa ( nel mondo ). Misura il consumo televisivo per i Mad Men.
Ora la Nielsen ha comunicato lo scorso giovedi che aggiungera’ da settembre al suo campione ( di 23.000 users ) quello delle famiglie che hanno il primo schermo connesso al secondo schermo. Lo avete letto da qualche parte in Italia ? Pensano alla Nielsen che una porzione grande, forse addirittura tendenzialmente maggioritaria, dell’audience se ne stia andando su Internet e, guarda caso, e’ questo proprio il segmento che interessa di piu’ i pubblicitari. Presto seguira’ misurazione della nostra chincaglieria mobile ( iPads, smartphones, ecc ).
Le case ufficialmente connesse oggi in questo modo sarebbero solo lo 0,6 ma e’ evidente che questo numero non corrisponde alla realta’. Io conosco solo spettatori tv che la guardano sui computers e hanno tagliato la spesa del cable. Vedono le serie su Hulu, su Netflix, su Amazon, PlayStations, X-boxes e, poi, ovviamente le scaricano a volontà. Gia’ adesso la Nielsen ha impiantato misurazioni nei dorms delle universita’ e nei locali che gli studenti frequentano. Ecco perche’ cresce lo streaming dei networks che provano ad arginare la fuga dalla visione nelle ore canoniche.
E’ cosi’ d’altronde che io guardo la televisione italiana dall’America. Con lo streaming. I cui numeri ha annunciato ad ogni suo comizio Beppe Grillo. Quel signore che ha rinunciato alla televisione per le piazze e il secondo schermo.
Quando sento parlare di televisione e web in Italia salta sempre fuori solo la contabilita’ dei followers. Non c’e’ un pensiero originale sulla televisione e il web perche’ chi ragiona di televisione al massimo twitta ( e gia’ così si sente “contemporaneo” ).
E infatti avete trovato da qualche parte un racconto nel giornalismo televisivo e non sul “popolo di Grillo” che non sia quello infarcito di opinioni di chi si e’ cimentato nell’opera ?
Tutti a dire che Grillo ha rifiutato il confronto in tv. Ma scusate, mi devo essere distratto, quando e’ andato in onda un confronto Bersani- Berlusconi-Monti-Ingroia, ecc ? Abbiamo visto, tirato fuori con le tenaglie, questo miracolo con le primarie del PD. Poi basta. L’orgia del potere della chiacchera.
Ora siamo ai conti della spesa finali. Abbiamo letto ovunque ( e ho ripetuto pure io una volta ) che in Italia il 75% del consenso sarebbe prodotto dalla vecchia televisione. Ne riparliamo lunedi sera.

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