GIRLS. Ascolti e popolarita’ non sono la stessa cosa. La televisione si e’ sciolta

20 mar

Domenica scorsa e’ andato in onda il season finale della seconda serie di Girls, su HBO. Alle nove di sera erano all’ascolto 632.000 telespettatori. L’episodio finale della prima serie raccolse un milione di televedenti. Con le altre due repliche serali HBO ha messo insieme 1.3 milioni e ci ha fatto sapere che sommando tutte le piattaforme mobili Girls e’ la serie piu’ vista sul canale. Girls e’ stata rinnovata per la terza stagione.
Questi dati ci dicono che l’audience di Girls e’ il piu’ giovane, scomposto, digitale che c’e’. E’ la nuova moltitudine che la Nielsen fa i salti mortali per raggiungere e su cui una rete moderna, proiettata nel dopodomani come la HBO, scommette. Perche’ tutti sanno che la tele-visione sta spacchettandosi ma in tanti, del mestiere, fanno come se niente fosse.
Quello che si e’ creato attorno a Girls e’ il fenomeno mediatico più interessante da analizzare della stagione. Non solo per il rimbalzo sui social media ma come capacita’ di resettare la scrittura delle serie comedy con un target demografico iperpreciso. Quelli che la televisione non la guardavano più.
E cosi’ eccoci al finale di domenica scorsa in cui tutte le storie sentimentali delle quattro ragazze arrivano ad una parziale chiusura del cerchio, tra abbandoni e riconciliazioni. Anche con una corsa-citazione come nel Laureato. Che tanto questa generazione di millennials nemmeno sa cosa e’ stato. Con una differenza pero’. Che Hannah e Adam si parlano durante la corsa finale con gli iPhones su FaceTime. Mica una differenza da niente.

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