Liberace, la televisione, l’amore e Las Vegas. In tv e al cinema

27 mag

Behind the Candelabra”, nella stessa settimana a Cannes e in America su HBO, e’ l’inveramento di quello che ormai e’un luogo comune. Che cinema e televisione uguali sono. Anzi, in questo caso, il film e’ prodotto da uno studio televisivo, HBO Studios.
La storia del pianista Liberace ( Michael Douglas ) e quella del suo amore con il giovane Scott Thurson ( Matt Damon ) negli anni 70 e’ anche quella di Las Vegas, protagonista come i due grandi attori. Liberace sara’ poi portato via dall’Aids nel 1987. Prima era stato una presenza familiare, continua nella televisione della famiglia media americana. I due attori etero servono al medesimo scopo. Soderbergh aveva gia’ diretto Douglas in Traffic e Damon negli Ocean’s Eleven e in The Informant.
La fotografia di quegli anni, di quei luoghi, di quegli amori, di quelle famiglie e’ un salto straordinario nella storia ( Las Vegas e’ diversa oggi ma non troppo ).
La storia e’ ricostruita sul racconto fatto dallo stesso Thurson oggi finito tra droghe e carcere.
Soderbergh ha detto che considerera’ il film riuscito se lo spettatore guardera’ alla relazione di Liberace e Scott come a quella tra un uomo e una donna. Si capisce cosa voleva dire ma la storia e’ piu’ complessa, crudele di questa semplificazione. Debbie Reynolds, la madre di Liberace, e’ presenza incombente e importante ( con la sua slot machine domestica ). Dan Aykroyd, il manager, e’ da manuale.
Al New York Times il film non e’ piaciuto. E come tanti si e’ detto scettico sul definitivo dichiarato abbandono della regia di Soderbergh.
Liberace e’ morto due anni dopo Rock Hudson riuscendo nell’impresa di tacere pubblicamente sulla sua identita’ sessuale. Oggi il Museo Liberace a Las Vegas e’ chiuso. Le signore con i riflessi azzurri nei capelli di allora sono quasi tutte andate con il loro amato entertainer. Ora che il dibattito sul matrimonio gay in America non e’ quello del 1987, quando Liberace e’ morto  ”per un collasso in seguito ad una dieta”, come si disse allora.

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