Questa storia dei tavoli comuni

21 ago

Ci sono catene globali di ristoranti, caffe’, che ne hanno fatto un principio fondante, da vendere con orgoglio. Altri hanno fatto la stessa cosa, a New York, ma chiaramente per ragioni di spazio ridotto. Sta diventando un’epidemia. Ormai la praticano anche luoghi da 100 dollari a capoccia. Questa storia dei tavoli comuni. Ho sotto casa, ci vado spesso, uno di questi posti ma evito accuratamente il tavolo comune. Aspetto anche una decina di minuti finche’ si libera un tavolo solo per me.
Questa storia mi e’ sempre sembrata una poltiglia ideologica appiccicosa come sono spesso i vicini di casa. Che non ci siamo scelti ma ci facciamo “community” perche’ non abbiamo scelta. E’ una storia talmente furba, quella del “communal table”, che si fa fatica a dire “mi fa schifo”.
Ho visto ieri poi su Gawker che una start up ha costruito la sua potenziale fortuna proprio sui tavoli comuni. Una cosa che ha a che fare con l’online dating. Almeno questi la dicono chiara. Tavoli comuni per broccolare.

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