EMMYS, la tv che non premia solo l’ascolto

23 set

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Sfilano in apertura degli EMMYS i conduttori delle passate edizioni. Non tutti perche’ le edizioni sono 65.
Da quella cerimonia locale ( Los Angeles ) del 1949 alla separazione tra Emmys del daytime a quelli del primetime. Sono televisioni diverse che dimentichiamo presi dalla passione per le serie tv, ormai arrivata alla “modesta proposta del Nobel” per i creatori delle serie stesse, come ho letto oggi su un quotidiano italiano ( in America sono consideranti straordinari, ricchi mestieranti, non i parenti di Balzac ).
Per il secondo anno consecutivo niente “drama series” dei quattro grandi networks. E’ una rivoluzione che premia non solo HBO e Showtime, le pay tv, ma anche la piccola grande AMC ( da Mad Men a Dexter ). Mad Men ha vinto per quattro anni di seguito con ascolti che erano un decimo di quelli delle serie di maggior successo dei networks. L’ascolto non e’ l’unica metrica che conta in tempi di multipli schermi e buzz sociale ma questa e’ una tiritera che e’inutile ripetere ai broadcasters italiani, fermi alla tv nel tinello.
Questa cerimonia degli Emmys, come i Golden Globes e gli Oscar, e’ uno spettacolo non una semplice distribuzione di statuette. E’ una cerimonia scritta da autori, maghi del genere ( senza essere Mark Twain ) con numeri musicali da piangere dalla bellezza.
Andando ai premi, Julia Louis-Dreyfus si e’ presa subito l’Emmy, come previsto da tutti. La moglie di Henry Bromell ( Homeland ) ritira il premio per il marito scomparso quest’anno ( Outstanding writer in a drama ).
The Voice vince per i realities ( XFactor non era nemmeno tra i nominati e Ballando ha perso ).
Il grande Bobby Cannavale ( Boardwalk Empire ) vince per supporting actor. Invece per attore protagonista c’e’ una sfida mostruosa tra Jon Hamm-Mad Men, Damian Lewis-Homeland, Jeff Daniels-The Newsroom, Hugh Bonneville-Downton Abbey, Kevin Spacey-House of Cards, Bryan Cranston-Breaking Bad e proprio Cranston era dato per vincente alla vigilia. Invece ecco Jeff Daniels che ringrazia Sorkin, la scrittura.

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Claire Danes ( Homeland ) vince e ( come ti sbagli ) ringrazia la scrittura.
Per la regia vince David Fincher ( House of Cards ) ed e’ questa la grande novita’ perche’ dietro c’e’ Netflix, la televisione, non televisione, che si vede sui secondi schermi.
Due Emmys meritati a Stephen Colbert che scalza Jon Stewart dopo anni.
Steven Soderbergh  ( al suo primo Emmy ) e Michael Douglas per Behind the Candelabra, che vince anche come miniserie. Io preferivo Top of the Lake di Jane Campion. Modern Family trionfa nelle comedies, come sempre.
E si chiude con best drama come ampiamente, ampiamente previsto. Con la vittoria di Breaking Bad. Mio figlio d’accordo. Io avrei preferito Homeland ( e Mad Men tutta la vita ).

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