Fare televisione con il Parkinson

24 ott

Joe Nocera ha scritto nella pagina degli op-ed del New York Times di Michael J.Fox, l’attore colpito dal Parkinson a 30 anni, nel 1991. Nel 2000 dichiara pubblicamente la sua condizione, non piu’ occultabile, e da allora, con la sua fondazione, ha contribuito a diffondere conoscenza della malattia e a finanziare la ricerca. Con l’aiuto della ¬†fondazione si stanno testando medicine che altrimenti non vedrebbero la luce.
E poi, dopo la partecipazione a The Good Wife, Michael J. Fox e’ protagonista in questa stagione su NBC con una sitcom a lui intitolata “The Michael J.Fox Show”. E’ la storia di un anchorman televisivo affetto da Parkinson e del suo ritorno in tv dopo la scoperta della malattia. Ancora una volta la televisione scritta ( come accaduto in Glee ) si mischia con la realta’. Proprio con la realta’, non con il verosimile della fiction.
La sitcom e’ divertente e, a tratti, commovente. Non so se questo sia nelle intenzioni degli autori. Certamente sono tutti consapevoli alla NBC di aver dato vita ad una operazione di metatelevisione, una di quelle cose per cui sei contento che l’elettrodomestico si illunina ogni giorno. Capita spesso da queste parti.

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