In America il free speech non esiste in tv. Si ferma il reality numero 1, Duck Dynasty

20 dic

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Vi ho parlato varie volte di DUCK DYNASTY, il reality numero uno della televisione americana per ascolti in onda sulla piccola A&E se paragonata ai grandi networks. Duck Dynasty ha battuto tutti varie volte negli ascolti delle prime serate e le sue repliche trascinano profitti a sfare.
Cos’e’ Duck Dynasty ? E’ pura americana e per questo in Italia non se ne parla. E’ la saga di una famiglia allargata della profonda Louisiana ( che gia e’ profondo sud ) che commercia in richiami per anatre e dispensa idee informate alla conservazione e alla Bibbia. Armi, famiglia e Bibbia.
Il reality e’ montato come una sitcom esaltando fatti e fatterelli dei popolari barbudos e delle loro consorti. C’e’ un patriarca e ci sono i discendenti, tutti simili e confondibili.
Ora e’ successo che appunto il patriarca se ne sia uscito in un’intervista a GQ, quindi non in tv, con dichiarazioni anti- gays ancorate, a suo dire, agli insegnamenti della Bibbia ( ” omosessualita e’ bestialita” “a me sembra che una vagina sia più’ desiderabile di un’ano”, ecc ). Immediata la sospensione di A&E. E cosi’ pure la replica della famiglia che ha minacciato di abbandonare il reality se non sara’ reintegrato il patriarca politicamente scorretto. Politicamente scorretto non per Sarah Palin e il governatore repubblicano della Louisiana che hanno invocato il principio sacro in America del free speech.
Ricordo di essere rimasto in passato a lungo colpito dalla libertà’ di manifestare concessa alla chiesa familiare di Westboro che va in giro a predicare che i gays sono esseri immondi, ecc. Ma in questo caso c’e la stampa e di riflesso la televisione. E allora la liberta’ di pensiero e parola passano per una griglia paragonabile “al comune senso del pudore”.
Credo che le dichiarazioni del signore di Duck Dynasty siano bestiali ma che vadano tutelate come tante altre bestialità’ più’ innocue che escono ogni giorno dagli schermi. Avevo scritto che questo reality “puzzava” e volevo dire proprio quello che e’ accaduto. Ma fare ora i verginelli e’ ipocrisia televisiva.

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