Pagelline dei film di Natale che ho visto ( dai Coen a Scorsese )

30 dic

In questi giorni di festa sto andando molto al cinema. Ho finalmente visto The Great Beauty By Sorrentino, fuori a New York, e l’ho trovato una grande palla.
Mi sono divertito molto con i fratelli Coen e il loro Llewyn Davis. I personaggi minori, soprattutto quelli muti o di poche parole, sono straordinari.
Philomena non volevo vederlo, sbagliando. Mamma mia che storia, scritta e recitata come dovrebbe sempre essere.

Ho poi visto oggi il lungo film di Scorsese scritto da Terence Winter, l’amico che ha lavorato a Boardwalk Empire e prima a The Sopranos. Winter ha detto di avere rifatto GoodFellas a Wall Street.
Le critiche hanno pescato nella solita tiritera della glorificazione della criminalità’/amoralita’, che da sempre accompagna i film di Scorsese. Non si vedono le vittime di Jordan Belfort ( DiCaprio ) e dei suoi mille brokers. Si vedono coca e sesso in variazioni infinite, ripetute, cucite dal filo dei discorsi di DiCaprio alla sua gente, che peraltro non vediamo quasi mai al lavoro. Quindi un racconto che sceglie di stare da una parte sola perché’ anche l’agente FBI, il buono, non arriviamo a conoscerlo davvero. Ma i cattivi sono straordinariamente simpatici e a Jonah Hill ( nuovo Joe Pesci meno stereotipato ) darei un Oscar al giorno.
Sono uscito dopo tre ore non sapendone molto di più’ di quello che in questi anni abbiamo imparato su casi simili e meno periferici. Se Scorsese ha pensato di disegnare l’apologo finale delle nefandezze del libero mercato sregolato non credo ci sia riuscito. Se invece ha voluto darci una fantastica dark comedy sui sobborghi di Wall Street allora questo e’ un capolavoro.

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