La Grande Bellezza, “stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte”

15 gen

La serata dei Golden Globes per la stampa italiana e’ stata una Grande Bellezza. Commenti, cronache in chiave patriottarda hanno oscurato i premi televisivi, ignorando quello doppio a Breaking Bad, la serie televisiva che e’ molto meglio di tutti i film premiati. Oggi in America, se seguite i social networks, e’ di Breaking Bad che si parla.
Non c’e quest’anno un film che schiaccia gli altri. A me sono piaciuti piccoli film indipendenti ( Frances Ha, Drinking Buddies, The Spectacular Now ) e, tra quelli arrivati in area Golden Globes, Woody Allen, i Coen e Spike Jonze. Dico questo perche’ stiamo parlando di film e siamo tutti commissari tecnici, anche se alcuni lo fanno per mestiere. Che la critica si divida e’ cosa di tutti giorni e così’ e’ stato anche per tutti i film americani candidati ai Golden Globes.
Per il film di Sorrentino, dopo i Golden Globes, ho letto cose nostre da Italia arrivata alla finale di Coppa del Mondo. Continuo con le metafore calcistiche dopo avere letto Sorrentino dichiarare la sua fede “ossessiva” nel calcio ( e nel Napoli ). Non si tifa contro l’Italia, altrimenti che razza di italiano sei ?
Il metascore de La Grande Bellezza e’ molto alto per la critica americana ( 86 ). Ottimo per The New York Times e The Los Angeles Times e buono anche per The New Yorker che pero’ scrive in un inciso “long and indulgent”. Ecco, sono d’accordo con la scelta dei due aggettivi. Ci sono cose molto belle, altre piu’ rileccate e troppe macchiette. Ho capito che e’ “un film d’autore” ma plot, subplots dove sono ?
Lascio perdere. Ognuno si tenga la sua bella idea di cinema. Ma per favore lasciamo stare l’orgoglio di patria. E speriamo che la Fiorentina vada in Champions al posto del Napoli.
PS Sono nato a Roma

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