Questa storia di Dylan e la pubblicita’

1 feb

Perche’ la storia del doppio spot con Dylan al Super Bowl ( mi ) da così’ fastidio ? Provo a capire da cosa sono intristito.
La pubblicita’ non e’ il diavolo. Questo c’e’ voluto un pezzo a capirlo ma ci sono/ci siamo arrivati. Senza lo spot da 30 secondi non sarebbe cresciuta la televisione che, ora, in molti casi ne può’ fare a meno perché’ chiede direttamente i soldi ai consumatori. HBO e Showtime senza pubblicità’ costano 20-25 dollari in più’ al mese, dipende dagli abbonamenti. Invece il Super Bowl che domenica siedera’ davanti alla tivù cento milioni di americani non ci costa un dollaro in più’ dell’abbonamento perché’ inzeppato di spot  ( 49 minuti venduti ) e il football con le sue infinite pause e’ disegnato apposta per la pubblicità’.
Sempre più’ famosi milionari partecipano a spot ( quest’anno tra gli altri Schwarzenegger, Stephen Colbert, James Franco ). La loro presenza non si traduce meccanicamente in un valore aggiunto. Anzi in questa fase vanno di più’ le idee che emergono da quel magma che ci torna comodo chiamare social media.
Mr. Bob Dylan, che dio lo benedica, e’ un signore di anni 72 che gira il mondo come un trottolino che ha perso la bussola da anni. Mr. Bob Dylan ha scritto pagine meravigliose che abbiamo mandato a memoria negli anni. Poi, ad un certo punto, alcuni/molti di noi che andavamo ad ogni suo concerto, che passava nemmeno tanto vicino, ci siamo arresi. Basta. Non perché’ Dylan ha detto, fatto cose che hanno sporcato un’identità ( la canzone di “protesta”, per capirci ) che lui ha sempre negato. Semplicemente perché’ mi sembra non abbia più’ qualcosa da dire. O quello che vuol dire ormai lo abbiamo capito. E anche quel giochetto di trasformare le vecchie canzoni ogni volta in qualcosa di diverso alla lunga si e’ consumato.
Tornando alla pubblicità’, se ti chiami Zimmerman in arte Dylan, puoi fare le tue scelte.
Nel Super Bowl del 2004 Dylan partecipo’ ad una pubblicita’ Victoria’s Secret. Poi per Apple iPod, Cadillac Escalade, Jeep Cherokee, Google, Pepsi, Kohl’s. Alla Bank of Montreal ha venduto il diritto di usare “The Times They Are a-Changin’”. Ora “I want you” per lo yogurth Chobani. E per la Chrysler domenica sembra anche in video.
Mr. Bob Dylan ha lavorato una vita a toglierci dalla testa che lui e’ quello del poster appeso nella nostra cameretta. Sono sole canzonette, porco cane. Per questo Mr.Bob Dylan e’ sempre più uno che in pubblicita’ pratica il glorioso precetto “do cojo, cojo”.

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