L’OMICIDIO

8 apr

THE KILLING , l’omicidio, e’ la nuova serie di AMC, la rete di MAD MEN e THE WALKING DEAD. E nelle prime due ore andate in onda domenica scorsa ha portato a casa 2,7 milioni di telespettatori, grande risultato per un canale cable, piu’ della prima di Mad Men, meno di quella di Walking Dead.
Mi piace molto, lo dico subito. Orfano di SHAMELESS, finito da una settimana su SHOWTIME (buco parzialmente sanato da MILDRED di HBO) la domenica sera, tradizionale vetrina per le grandi serie, c’era un semivuoto da riempire. Mission accomplished.
Forse non solo perche’ siamo dalle parti di Seattle dove fu ambientata TWIN PEAKS (il richiamo alla storica serie e’ arrivato da tutte le parti). Il mistero attorno al delitto di una giovane ragazza di 17 anni e’ avvolto nelle nebbie, nella pioggia, nelle atmosfere livide, notturne, di Twin Peaks. La famiglia della ragazza uccisa e’ una famiglia operaia e i caratteri che ruotano attorno sono tutti verosimili, ognuno segnato da una idiosincrasia, una fissazione che trasformano il territorio in cui ci si muove in un intrigo dalle tante possibili soluzioni. Perfino la coppia di detectives potrebbe avere qualcosa da nascondere, soprattutto Stephen, l’uomo, bizzarro e anticonvenzionale.
Il cadavere della ragazza viene rinvenuto in una macchina usata dalla campagna elettorale di un politico locale e questo allarga il quadro. Ma il baricentro dell’indagine e’ la detective Sarah che ha sguardi che parlano, fatti apposta per lanciare dubbi e cambiare scena.
La serie originale e’ danese e la piovosa Seattle deve essere sembrata ai produttori americani il luogo ideale per ricreare quel paesaggio, anche umano, dell’intrigo, del labirinto, della disperazione. A tratti a noi che, anche se lontani, italiani siamo, veniva per forza in mente l’inverno appena trascorso tra SARAH e YARA. In quasi tutte le police stories americane il centro sono i detectives e la famiglia delle vittime tende sempre a scomparire. In THE KILLING la famiglia che cerca la ragazza, che si dispera, che contiene elementi di non chiarezza, rimane molto presente, coprotagonista. Tanto che, sempre per darvi l’idea, si respira per una lunga ora iniziale anche quella tensione da studio di CHI L’HA VISTO che ci e’ familiare. Poi c’e’ anche aria da trilogia di STIEG LARSSON , tanto per non farci mancare niente e per chiudere la serie di citazioni.
Freddo nelle ossa  a guardare The Killing, undici episodi ancora prima di conoscere l’autore del delitto. Per ora sono tutti sospettati. Non ci sono inseguimenti in macchina e lentamente il puzzle si compone. Lentamente, come un thriller in slow motion che ti prende, ti avvolge e non ti molla. Perche’ potrebbe essere accaduto in ogni provincia del mondo e in quella famiglia di gente perbene, vicini di casa.

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