Ho finito HOUSE OF CARDS due. Renzi come Frank Underwood ? Bischerate. Pero’…

23 feb

Attenzione spoilers. Ma sono ridotti al minimo e sopportabili.

In America si sono spese paginate sulla verosimiglianza o meno di House of Cards con la politica di Washington. Le semplificazioni, sotto accusa, della serie di Netflix a noi importano fino ad un certo punto. La domanda e’: ci e’stato restituito un clima, un incrocio di relazioni, una gerarchia di decisioni e soprattutto una ricchezza di trama e sottotrame, di dialoghi che richiamano la Washington di Scandal o quella di The West Wing, per capirci ? Qualcosa che sta a meta’. C’e’ una costruzione prevedibile con deviazioni meno ovvie.
Jed Bartlet, il presidente di The West Wing, ci ha detto che la democrazia, in senso lato, funziona. Frank Underwood, in House of Cards, ci dice : “democracy is so overrated”. Il Congresso americano e’ al minimo storico di popolarita’ ( 9% lo scorso novembre ).
Quando poi ci si chiede quanto House of Cards racconti la politica in generale questa e’ una storia che sta in piedi. Con limiti, interessanti da analizzare. Prendiamo il sesso nella serie. Quello che si legge in questi giorni di Blair ci assomiglia. Difficile immaginarlo con Letta, Renzi. Allora, Frank Underwood come Matteo Renzi ? Ma dai, non diciamo bischerate. La citazione di tutta la critica e’ Machiavelli. Se vogliamo dire Firenze come Washington ci siamo. Altrimenti vale la pena chiederci perché’ in America ( e Inghilterra ) si realizzano serie televisive sulla politica contemporanea e da noi no. Chi ce lo vieta ? La nostra pochezza, le nostre paure, i nostri veti incrociati ? Tutte queste cose insieme.
Crozza ( vedi Sanremo ) può’ fare l’elogio dell’ingegno italiano tutte le sere ma siamo ai confini del ridicolo, se parliamo di televisione. Grande Bellezza, grande assente.
Beau Willimon, lo showrunner creatore di House of Cards, ha lavorato nelle campagne elettorali di Hillary Clinton, Bill Bradley, Howard Dean. In America la confusione tra speechwriters e screenwriters e’ ormai un dato acquisito. Sono mestieri intercambiabili. Da noi mancano tutti e due.

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