UNO MATTINA

14 apr

La mattina nella televisione americana ha l’oro in bocca. L’anno scorso il TODAY SHOW (NBC) in onda dal lunedi al venerdi, dalle 7.00 alle 11.00 del mattino, ha generato 530 milioni di dollari in pubblicita’. Il suo competitore, GOOD MORNING AMERICA (ABC) ha prodotto 314 milioni ma in due ore. Sono cifre che consentono di retribuire i conduttori-giornalisti-intrattenitori con salari dettati dal mercato (non dal buonsenso che non ha luogo ad esistere nella tivu, impresa commerciale).
Sono di questi giorni le voci sulla coppia regina (di ascolti) del TODAY SHOW. Come fossimo al calciomercato sui due, MEREDITH VIEIRA e MATT LAUER, sono filtrate voci che li danno per partenti. La Vieira e’ in scadenza di contratto a fine stagione (11 milioni all’anno) e pare non voglia rinnovare. Matt Laurer (17 milioni all’anno) ha ancora un anno di contratto (fine 2012) e pare voglia provare ad andare via per inaugurare un suo talk show autonomo da vendere poi ad un network (sulle orme di OPRAH) ma si dice pure che punti, semplicemente, ad arrivare a 25 milioni l’anno. Per dire del peso del mattino nel fatturato complessivo dei networks, quello che porta a casa Matt Lauer e’ superiore al tesoretto che incassano gli omologhi dei telegiornali della sera, da sempre considerati le punte dell’iceberg dei dobloni in tivu. In America, senza ipocrisie, sei quello che guadagni (e quello che fai guadagnare al network) almeno nel mercato della televisione. Altri pianeti televisivi se confrontati a casa nostra (e non solo per i biglietti verdi).

Good Morning America, nato nel 1975 come format, sta lottando per rompere il dominio nei ratings del Today Show. Il segreto del successo sta nella chimica di squadra (con il quarto, il metereologo che e’ personaggio, capace di andare oltre il tempo variabile) nel perfetto equilibrio tra hard e soft news, nell’autorevolezza dei conduttori che si manifesta nelle interviste one on one. E qua la differenza con l’Italia e’ abissale. Gli intervistati se politici sono “grigliati” (grilled, dicono qua). Ne va della professionalita’ del giornalista che ogni volta si gioca la sua credibilita’. Il suo mercato lo fa lui, appunto, non la politica. Le domande sono secche (non finiro’ piu’ di dirlo) mai autoreferenziali, indulgenti, retoriche.
Gli officianti della messa del mattino sono conduttori e giornalisti perche’ sono capaci di essere le due cose. Li vediamo a loro agio nei product placements (che non sono marchette) e il giorno dopo sono in Afghanistan o in Giappone.
E soprattutto la cronaca, l’attualita’ fanno abbandonare gli studi di New York quando la storia da raccontare diventa centrale. E’ una questione di soldi ma non solo.
C’e’ una duttilita’ che risponde al bisogno di essere telegiornale e show insieme. Non ci sono testate giornalistiche a cui e’ appaltata l’informazione. Per cui
gli stessi giornalisti sono tali perche’ lo sono sul campo, non nella corporazione. C’e’ una scuola di conduzione di cui noi abbiamo solo una pallidissima idea e non e’ questione di posizionamento di teleprompters (gli abominevoli fogliacci che ancora girano nei notiziari italiani, con il capino del conduttore che si abbassa a leggere e’ una meraviglia che si puo’ ammirare solo da noi, evviva gli anni Cinquanta). E’ un lavoro di squadra, di editing, di recitazione, di capacita’ di stabilire un rapporto con me, con voi, con loro senza annoiata sufficienza, senza malintesa distanza, senza imbarazzante inadeguatezza.
C’e’ poi negli UNO MATTINA americani, nella coppia di conduttori, tutto quello che ci dovrebbe essere in un matrimonio che funziona. Rispetto, ironia, divertimento, solidarieta’, tutte cose che si vedono. Non e’ che uno va per conto suo e si costruisce l’automonumento mentre l’altro arranca o sgomita. E ci sono gerarchie riconosciute. Quando poi ANN CURRY del TODAY SHOW ci racconta lo tsunami dal Giappone lo fa per il mattino ma anche per il TG della sera e per il canale allnews MSNBC (e per le radio del network). Perche’ gli americani pagano molto le loro stelle ma sanno spendere (e risparmiare). Tanto per tornare a dove eravamo partiti, ai dollari, il motore della televisione americana. Che fa servizio pubblico senza bisogno di enunciarlo (a vanvera).

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