E’ la fine per la Rizzoli a Manhattan ? Chiudono non solo librerie. New York come Dubai

11 apr

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Sono passato poco fa davanti alla Rizzoli sulla 57 West. Per l’annunciato ultimo giorno di apertura c’era una piccola manifestazione davanti all’ingresso. Se non arriva il salvataggio all’ultimo minuto chiude una libreria che ha fatto la storia di questa città’ dal 1985. Potrebbe essere salvata solo dalla Landmarks Preservation Commission che assegna il titolo di bene storico per la comunita’ ad edifici che altrimenti sarebbero rimpiazzati da nuovi grattacieli, più’ alti, piu’ lussuosi, più’ brutti. Quello che ospita la Rizzoli e’ del 1919. La proprietà’ intende demolirlo e tirare su l’ennesimo grattacielo con piscina, palestra, sauna e tutte quegli specchietti per i nuovi ricchi del mondo a cui piace la stessa città’, con le stesse vetrine, dovunque si trovino.
Ma non chiuderebbe solo la Rizzoli. Parlando di librerie se ne vanno le storiche Shakespeare & Co. da Soho e il St Mark’s Book Shop, la mia preferita, nella Lower East Side. Quest’ultima sta cercando soldi sulla rete per traslocare.
Questa settimana ha poi chiuso downtown JR, l’ultimo paradiso in cui andare a vedere, toccare CD, ascoltare musica nella città’ ed e’ stata annunciata la fine di Pearl, su Canal Street, il più’ bel negozio di colori, materiali per artisti, che ha fatto la storia ( dell’arte ) della città’. Non c’entra solo Amazon. E’ che qua il mercato degli affitti e’ arrivato a cifre inimmaginabili.
Bisogna allontanarsi sempre più’ dal centro per trovare pezzi di quella città’ che e’ stata. Manhattan e’ ormai un parco giochi simile ad altri. Andiamo verso una New Dubai.

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