TV, NEW SEASON. E meno spettatori. Perche’ si sono spostati. Non sono spariti

9 Set

Alla partenza della nuova stagione televisiva tutti registrano la perdita di telespettatori come una tendenza inarrestabile. Il bacino e’ sempre piu’ anziano e si restringe.
44,4 anni la media complessiva dei televedenti nel 2013-2014 che non sarebbe male se non fosse che l’eta’ e’ cresciuta del 6% negli ultimi quattro anni. Per alcuni grandi networks va molto peggio. La CBS ha un’audience di 58,6 anni di media. Tutta la televisione live perde telespettatori ( non le serie quindi ) in tutti i segmenti demografici meno quello superiore ai 55 anni che sta piantato con il mastice sul divano sfondato di casa. Tutte cifre non drammatiche se paragonate all’Italia ma questo e’un altro discorso che non funziona con inserzionisti e pubblicitari di Madison Avenue.
Nuovi players si affacciano continuamente fuori dal quadro tradizionale custodito ormai malamente dalle reti con il numeretto dentro l’elettrodomestico. Si parla sempre di Netflix. Anche troppo perche’ a parte House of Cards e, meno, Orange is the New Black, il resto e’ magazzino di vecchi film e vecchie serie. Poi ci sono Hulu, Yahoo e altri ma soprattutto You Tube che e’ la tv dei giovani ( quelli sotto i 25 anni, non i giovani all’italiana che sono tali fino ai 40 anni ). E ora l’entrata in campo pesante di Amazon Prime che ha subito piazzato il pilot di quella che per me e’ già’ la migliore serie dell’anno, Transparent ( la vedremo per intero dal 26 settembre ). Questo per quanto riguarda la scripted tv che, comunque, si riempie di nuovi canali che attaccano da ognidove il Fort Alamo dei grandi networks.
Poi ci sarebbe l’informazione che si e’ detto sempre sarebbe rimasta patrimonio esclusivo di chi ha la forza di mettere in campo plotoni di giornalisti patentati nel mondo. Ma anche qui sono arrivati prima Vice, poi Fusion ad agitare le acque con nuovi plotoni di informatori non patentati ed improvvisamente gli stand-ups dei corrispondenti fanno ormai ridere i polli, specie se corredati da filmati You Tube ( questo riguarda la tv italiana piu’ che quella americana ).
Da seguire sara’ la trasformazione in atto di Twitter, che, attaccato come una cozza alla tv, sembra essersi ridotto a fare da cassa di risonanza al Titanic che affonda. Da diffusore di news a veicolo promozionale ( aridatece i blog ).
“Grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente”.

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