MADAM SECRETARY. Non tutto quello che arriva dall’America e’ “magnifico racconto della realtà’ “

22 set

Primo episodio di Madam Secretary su CBS ( showrunner Barbara Hall, protagonista simil-Hillary e’ Tea Leoni ). La prova che non tutte le serie tv americane sono ” quel racconto magnifico della realta’” di cui ci riempiamo occhi e orecchie ad ogni nuovo esordio. E ci spendiamo sopra paginate che nemmeno gli americani si sognano, ci facciamo lezioni nelle universita’ e corsi nelle scuole di scrittura creativa, ci ingolfiamo Twitter e compagnia social cantante.
C’e’ l’attualita’, la storia in divenire, lo sguardo su quello che accade come in un telegiornale fiction ( l’apertura presigla e’ su due volontari pacifisti americani catturati in Siria ). Ma non e’ Homeland, non e’ House of Cards che giocano in un altro campionato, quello on demand. Ma purtroppo non e’ nemmeno quel mix di Scandal e The West Wing che era annunciato.
Forse la bella Tea Leoni non e’ la bella e brava Julianna Margulies ( The Good Wife ). Ma, come sempre, poi e’ la scrittura che fa la grande interpretazione ed in questo caso e’ convenzionale, appoggiata su un tappeto di caratteri con una sola corda, senza quella possibilità’ di aprirsi a spariti diversi. Il presidente e’ quel Keith Carradine che per noi sara’ tutta la vita quello di I’m easy di Nashville.
La cosa che unisce tante serie americane, lo faceva notare The New York Times, e’ che le donne sono protagoniste in tante serie politiche tv. Come se dicessero ad Hillary “datte ‘na mossa che e’ la volta buona”. Perche’ questo “racconto della realtà’ ” ha bisogno dell’inveramento.
Intendiamoci. Madam Secretary si fa guardare. E ad avercene ( nel nostro paesello di televedenti anziani appisolati ). E l’autrice Barbara Hall e’ solida ( suoi due episodi dello stesso Homeland e tra gli executive producers compare Morgan Freeman ). Ed e’ troppo presto per non urlare al nuovo miracolo tv. Anche perche’ il non miracolo e’ che ci siano tante serie tv sulla realta’, sulla politica, sulla Casa Bianca. Sono il nuovo western americano. E non sempre e’ John Ford.

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