Tutto comincio’ cosi’

27 apr

Nel 1964 ando’ in onda in Inghilterra il primo documentario, la UP SERIES, che racconto’ la vita dal vero di quattordici bambini di sette anni. Ogni sette anni una parte dei 14 di allora tornano sugli schermi per una nuova puntata. La prossima sara’ nel 2012 e avranno 55/56 anni. Nel 1971, per sette mesi fu seguita una famiglia americana, in California. La PBS mando’ in onda nel 1973 in dodici puntate la serie chiamata AN AMERICAN FAMILY, ricavata da 300 ore di girato.
Era fatta la storia (della televisione). Di quelli che poi si chiamarono reality. E che prima MTV con THE REAL WORLD e poi gli olandesi di GRANDE FRATELLO hanno spalmato sui palinsesti di tutto il mondo, con conseguente scia di infinite variazioni sul tema.
Ora la HBO, sempre loro, ha fatto un film andato in onda sabato scorso su quell’avventura americana e lo ha chiamato CINEMA VERITE’. Il solo titolo, richiama la storia del cinema e non solo della TV. Ma soprattutto innesca la questione del rapporto tra autori e protagonisti, della verita’, della realta’, della trasformazione e manipolazione che e’ come dire l’essenza stessa della macchina televisiva. Questioni che si intrecciano alla mia “biografia”. E che ora lascio perdere.
Oggi PAT LOUDS (84 anni) e BILL LOUDS (90 anni) sono ancora insieme ed erano presenti alla prima di Cinema Verite’. E veramente nel corso delle riprese nel 1971 avevano deciso di divorziare. E quello fu il successo della serie.
Il 1973, ha fatto notare il NEW YORK TIMES, e’ anche l’anno in cui usci’ SCENE DA UN MATRIMONIO in Svezia (tanto per complicare e/o arricchire il quadro).
Il cast HBO e’ stellare con TIM ROBBINS ad impersonare il padre Bill, DIANE LANE la madre PAT e JAMES GANDOLFINI (SOPRANOS) l’autore CRAIG GILBERT. Gilbert, che lo stesso New York Times dice fosse dotato di grande talento, smise di fare questo mestiere. Lo dicono anche i titoli di coda del film HBO in cui si dipana il rituale modulo AMERICAN GRAFFITI per cui apprendiamo cosa fanno tutti oggi, i protagonisti. Nel film Gandolfini recita il ruolo dell’autore che parte con intenti naturalistici e finisce cinico-tv, a provocare quasi il divorzio dei Louds. Ricordo sempre, scusate l’intromissione, che quando lavoravamo a DAVVERO ( l’adattamento italiano di REALWORLD ) dicevamo che il reality era quello dietro le telecamere, il nostro. A farli, i reality, ti possono scassare la testa. Almeno quelli della prima ora. Oggi e’ un’altra storia, che conoscete. A Craig Gilbert (85 anni) in tanti hanno chiesto una dichiarazione sul film HBO. Nulla o quasi.
La coppia di operatore e assistente dell’American Family, ALAN e SUSAN RAYMOND, nel film HBO si scontrano con Gilbert, l’autore. Difendono la purezza dell’operazione. Dopo sono andati a vincere due OSCAR con due documentari. Uno, per me, scuola di vita e di mestiere, era I AM A PROMISE, che scoprii nel 1993 quando da New York partivo per l’Italia con la valigia piena di VHS. Provai a farlo acquistare dalla RAI ma non lo volle nessuno e si presero poi l’idea di Real World. I AM A PROMISE raccontava la storia di una preside e dei ragazzi di una scuola elementare di un quartiere ghetto di Philadelphia.
Ancora il New York Times ha scritto che MARGARET MEAD, l’antropologa, fu sostenitrice dell’esperimento sociale American Family. Da allora il “genere” e’ diventato altra cosa. Sulla PBS si possono vedere ancora oggi cose molto simili a quella del 1973. Ma e’ la televisione pubblica e questo succede ovunque nel mondo c’e’ servizio pubblico. O no? Sbaglio? Vi prego non ditelo a Margaret Mead (che allora avverti’ dei rischi dell’operazione, dopo una visione).

P.S. THE REAL WORLD e’ nella sua venticinquesima stagione ed e’ stato rinnovato da MTV proprio in questi giorni fino alla stagione numero 28.

Doppio P.S. L’occasione mi sembra buona per cominciare a dire ai pochi fedeli della mia parrocchia che sto per rallentare il blog (ma non chiuderlo). Per ora tutto OK e domenica prossima spiego perche’.

http://www.youtube.com/watch?v=qq1zIry1se8&feature=relmfu

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