Come il presidente Ford. Quindi, una cosa alla volta. Da domani

30 apr

Sono stati quattro mesi faticosi. Perche’ non ho ascoltato i suggerimenti (unanimi) di chi mi consigliava di bloggare leggero. E di giocare di piu’ sulla manifattura delle rilinkature di quelle fonti a cui tutti ci abbeveriamo (come dice, eh si, il New York Times).
In questo lavoro ci sono maestri consolidati in Italia, primo fra tutti CAMILLO. Insieme al MIKE ALLEN italiano, quel NOMFUP, che i giornali, le televisioni si litigherebbero, se fossimo in America. Sono non bravi, bravissimi perche’ raccontano l’America da Milano e da Roma Nord, meglio di molti che ci vivono. E anche di tanti degli stessi natives.
Ma io ci vivo (tra sei mesi, potrei fare regolare domanda per diventare americano, al contrario di Superman che non vuole piĆ¹ esserlo). E allora ho provato a raccontarvi pezzi di questo paese filtrati dalla televisione, che poi sarebbe il mio mestiere. Ora proprio per questo lavoro devo rallentare il blog, non esserci piu’ tutti i giorni. Non solo perche’ ci campo.
Io sono come il presidente Ford che si dice non riuscisse a masticare una gomma e a scendere le scalette di un’ aereo insieme. Ci ho provato. Ma rischio di scivolare. Sto per entrare nel montaggio di un documentario a cui tengo molto e la testa sara’ la dentro per tutto il tempo che mi ci lasciano.
Mi dispiace davvero molto non esserci tutti i giorni. Ma se continuate a vedere se ci sono, mi troverete, credo, spesso perche’ so gia’ che non ce la faro’ a stare lontano dal blog.

P.S. Grazie a tutti (continua)

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