LA TEMPESTA. Una bufala buttata in politica ( a Manhattan )

27 gen

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Parliamo di Manhattan. A Long Island e Suffolk County sta nevicando, come altrove sulla East Coast, soprattutto nel New England ( Boston ).
Ma a Manhattan mi sono svegliato, ho guardato fuori dalla finestra e la situazione mi sembra uguale a ieri sera e alla notte, che di tanto in tanto ho controllato. Adesso sono 21 gradi F. e le strade sono ghiacciate e pericolose, come spesso accade in inverno. Intendiamoci, il quadro generale non e’ allegro. Vedo in tv centinaia di persone bloccate negli aeroporti senza possibilita’ di prendere un taxi, non solo di alzarsi in volo.
A Central Park, calpestata a quest’ora solo dagli scoiattoli, l’accumulazione e’ di 15 centimetri, misura toccata spesso in passato. Nulla di storico, eccezionale.
Il sindaco Bill de Blasio ci aveva detto che questa sarebbe stata “la tempesta piu’ grande della storia di New York”. Il sindaco non fa il meteorologo. Gli deve essere stato detto della possibilita’ dell’evento storico. Il problema e’ che lui ce l’ha dato per certo. E ha chiuso la città. Evento senza precedenti. Gli aerei non atterrano, treni e metropolitana fermi, e’ vietato circolare con le autovetture. Mai vista una cosa simile.
Guardo i telegiornali ed e’ chiaro cosa e’ successo. Sindaci e governatori si sono giocati in passato la carriera con le tempeste ( Denver, Atlanta, la stessa New York ). E allora e’ accaduto che Bill de Blasio e il governatore Cuomo hanno scelto di farci paura. Ma ora bisognera’ vedere la ricaduta dell’allarme rientrato. Gli americani non amano si dica loro di non prendere la macchina. Sono i cavalli moderni e se la prateria e’ ghiacciata a decidere deve essere il cowboy, non lo sceriffo. In piu’ molti che rimangono a casa stamattina non saranno pagati perche’ cosi’ funziona in America.
Le televisioni hanno spostato le loro telecamere sui governatori che dovrebbero parlare tra poco. Otto stati sono in emergenza ufficiale. Ma Manhattan non lo e’ piu’. Non vedo bene il sindaco Bill de Blasio.
Piu’ tardi esco e vado a farmi una passeggiata. Vi risparmio citazioni per quello che trovero’ nelle strade deserte di Manhattan.

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