The New Yorker e’ una serie tv su Amazon. Da rivedere

30 gen

Dopo il successo di Transparent e’ arrivata la nuova infornata di sette numeri zero di Amazon. Ci sono cose molto diverse in questa che per convenzione continuiamo a chiamare televisione ma che ormai e’ uscita dall’elettrodomestico.
Sarebbero 40 milioni gli abbonati a Amazon Prime che, pagando 99 dollari all’anno, possono vedere i contenuti video online.
Amazon Studios si prepara a produrre anche film e si candida a diventare uno dei nuovi grandi studios di Hollywood. Il negozio onnicomprensivo, partito dai libri, e’ arrivato ai piccoli e grandi schermi. Una parabola che evoca, appunto, uno dei nuovi sette pilots.
The New Yorker, che il prossimo mese festeggera’ i 90 anni di vita, prova ad avere una vita parallela su Amazon. L’idea di chi lavora sulle parole di passare a contenuti con immagini corre in ogni redazione. Quasi sempre si rimasticano cose di altri in una macedonia di You Tube e interviste originali o rubacchiate, senza strategia e soprattutto senza fondi. Una maniera di catturare visitatori e basta. Eppure la cronaca della morte annunciata della tv generalista e’ scritta e c’e’ un grande spazio che e’ possibile riempire. Avendo un’idea.
Quella del New Yorker in video, tanto per cominciare, e’ altro da tutto quello che c’e’ in giro. Non si può’ chiamare newsmagazine anche perche’ nemmeno la rivista sta sul pezzo ogni settimana. Spesso si, anzi crea la notizia.
Il numero zero e’ composito, fatto di storie diverse, separate da una vignetta ( di Emily Flake ). Senza conduzione, introdotti da un cartoon, si susseguono un corto con Alan Cumming ( The Good Wife ) un’intervista a Marina Abramovic, una poesia, un documentario di Jonathan Demme sul biologo Tyrone Hayes in lotta con il gigante dei pesticidi Syngenta.
La confezione di tutto e’ a cura di Alex Gibney ( vincitore di Oscar, autore del documentario su Enron e di quello nuovo su Scientology ).
La visione corre veloce e a tratti pensi che, dalla morte della tv generalista in poi, proprio queste sono le cose che cerchiamo fuori dalla tv. Una cosa che non c’e’. Speriamo che l’esperimento ( non perfettamente riuscito ) vada oltre.
Marina Abramovic dice ad un certo punto della sua intervista, parlando della sua nuova performance, “con gli occhi chiusi vedi di piu’”. Le parole declinate in immagini del New Yorker con Amazon raccontano di un difficile ma interessante passaggio alla visione.

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