Ecco perche’ la foto non esce (finora)

7 Mag

Sono tornato a casa dopo due interviste ad altre due grandi signore, vedove di “September 11” (e dopo una sempre piacevole conversazione con Vittorio Zucconi in mattinata). Lunedi comincio a guardare i materiali, le centinaia di ore di girato.
Solo io posso rovinare con il montaggio quello che ho raccolto. Vedremo. Intanto nel viaggio di ritorno da Long Island mi batteva in testa quello che mi aveva raccontato Jane, tra lacrime e sorrisi. Jane era una dei cinquanta parenti di vittime che OBAMA ha incontrato in una saletta vietata a fotografi e giornalisti, a GROUND ZERO. Obama ha salutato uno per uno e scambiato poche parole “ma senza fretta” con tutti, mi ha detto Jane. Sapeva di dover dire qualcosa al presidente e per questo sul treno che la portava a New York aveva chiesto per telefono alla figlia Celeste, in college, che cosa dovesse dirgli. “Non lo so mamma”.
Prima di arrivare a Penn Station, a New York, Jane riceve un SMS da Celeste, che non ha piu’ visto suo padre da quel giorno quando le torri caddero e lei aveva dieci anni. “Mamma, di al presidente che non deve rendere pubbliche le foto di OSAMA BIN LADEN”.
Quando Obama ha abbracciato Jane a Ground Zero lei gli ha detto quello che sua figlia le aveva suggerito, spiegando al presidente che era un desiderio di sua figlia. E mentre Jane piangeva, ho bloccato l’intervista perche’ non riuscivo ad andare avanti.

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