Nuova semiotica tv. Dalla complessita’ alla medieta’

15 feb

Sono andato a vedere quanti corsi universitari e paratali si sono accesi in Italia sulle serie tv americane. Beh, sono parecchi.
Che dire ? Chissa’ cosa insegnano dopo avere scandito il vocabolo magico “complessita’ “.
Dopo questo Sanremo non ci poniamo piu’ la domanda. Ha vinto la “medieta’ “, dicono tutti.
L’uomo qualunque ha sotterrato i professori ?
Non c’e’ in America uno show di quattro, cinque ore spalmato su cinque serate. Messe insieme fanno 24 ore. L’eccezionalita’ televisiva italiana sta in questo. Bisognerebbe studiare Sanremo nei corsi universitari, non True Detective. Raccontare Sanremo, anche attraverso le sue conduzioni, significa raccontare questo paese. Analizzare le ragioni di un ritorno in grande, dopo una crisi. Andare a vedere chi governava ogni anno, cosa succedeva fuori dall’Ariston, nel mondo, nelle fabbriche, nelle scuole, quanto erano lunghe le gonne, come si portavano i capelli, ecc. Grande storia, piccole storie. Lasciate perdere la serialita’ americana.
Questa e’ la complessita’ italiana, una autentica meraviglia. Un tesoretto da custodire nelle teche ma anche da spolverare e illuminare. Si, anche in tivu’.

PS Leggo che l’attivita’ social e’ stata “lo 0,6% del pubblico complessivo del Festival”.

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