L’Oriana

17 feb

La strada maestra della fiction italiana, biografica/agiografica, ha aggiunto un nuovo ritratto alla galleria dei santini di casa nostra. Ieri sera e’ andata in onda la prima parte ( di due ) de L’Oriana ( Fallaci ).
La buona regia di Marco Turco e l’impegno della Puccini non sono aiutati dalla scrittura ( Rulli e Petraglia e lo stesso Marco Turco). Che e’ il nodo irrisolto di tutta, o quasi, la serialita’ italiana.
Perche’ deve essere sempre tutto cosi’ dominato dalla retorica, dalla artificiosita’ dei dialoghi, perche’, perche’ ?
In questo caso poi e’ mancata anche quella cura didascalica che almeno di solito c’e’ e che ci facesse capire meglio chi era questa signora che e’ stata la piu’ celebre tra i giornalisti italiani nel mondo. Si e’ proceduto per salti temporali e geografici come se tutti dovessero sapere chi e’ stata Oriana Fallaci. Andate a guardarvi le biografie della BBC e della PBS e vedrete se vi buttano dal Vietnam in Toscana senza un ponticello nel mezzo che vi aiuti ad attraversare la storia e capire perche’, come, quando.
Quello che la Fallaci ha scritto sull’Islam e’ oggi attualita’ politica. Solo per questo la biografia ci stava. Anche la sua “scelta americana” e’ roba parecchio interessante. E anche se forse sarebbe stata meglio una docufiction. Peccato.

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Mia madre ( cappotto scuro ) e Oriana Fallaci a New York. Anni Cinquanta.

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