Viaggio in Italia

23 Mag

Sono in Italia per un paio di settimane, a Roma. Quindi appunti sparsi, con fotografia esageratamente fuori luogo.
La stagione televisiva sta arrivando alla fine. In realta’ in America non si ferma. L’estate viene usata per testare nuovi programmi ed alcuni, da anni, vivono solo nei tre mesi estivi. Una stagione in cui anche il cinema non si ferma, anzi spara i suoi campioni d’incasso, come a Natale. Gli americani arrivano a due settimane di ferie all’anno, dopo avere immagazzinato parecchia anzianita’. Agli inizi e’ solo una settimana e le citta’ non vanno in vacanza, come pure la tivu. I networks hanno ordinato quest’anno 44 nuovi numeri zero e solo il 30% arrivera’ sugli schermi. In Italia, tranne rarissimi casi, non si fanno piu’ numeri zero, non si usano sistemi di selezione normali in altri paesi, non solo in America. Qua invece, nel paese dei genietti, pronti e via.
In America questa e’ stata la stagione dei grandi, lunghi addii. Uno per ogni quarto di giornata. Al mattino non ci sara’ piu’ da settembre REGIS PHILBIN (80 anni) che e’ l’uomo che ha totalizzato piu’ ore di diretta di tutti, pare, nella storia della tv americana. Nel daytime lascia OPRAH, dopo 25 stagioni, che va a fare il suo canale. La sera ha lasciato LARRY KING, gia’ lo scorso dicembre. Ma l’abbandono di cui piu’ si parla e’ quello di KATIE COURIC, che lascia il telegiornale della CBS della sera (18.30, in America), la prima donna a condurre uno dei tre grandi notiziari. Ora che due donne su tre tg conducevano finalmente (con modalita’ alla Mentana), gli stessi telegiornali attraversano una crisi senza precedenti di ascolti, solo recentemente mitigata da terremoti, tornado, blitz, rivoluzioni, catastrofi e rivolgimenti che hanno illuminato a tratti l’informazione piu’ istituzionale, all’ora canonica. 21.6 milioni di americani in media guardano i tg delle 6.30 della sera. Erano 28.9 milioni nel 1980, quando gli Stati Uniti avevano 80 milioni di abitanti in meno.
Una lentissima morte per una televisione sempre piu’ vecchia. L’eta’ media di chi guarda i tg e’ 62 anni. Il 60% dei giovani tra i 18 e i 29 anni prendono le news da Internet, nelle sue diverse articolazioni. Ma chi ha i soldi in tasca sono quelli che i networks chiamano gli “ALPHA BOOMERS”, coloro che hanno raggiunto i 65 anni. L’ascolto medio complessivo della televisione e’ sopra i 50 anni. Il programma “giovane” piu’ di successo, AMERICAN IDOL, ha quest’anno elevato il suo ascolto medio a 47.2 anni, alla sua decima stagione (era 32.1 quando comincio’ dieci stagioni fa).
Ma questi dati non chiudono, aprono la discussione sugli old media, in generale. Chi e’ il vampiro? Chi succhia il sangue delle notizie da chi? Senza gli inviati dei vecchi media, i nuovi (che stanno a casetta loro) cosa bloggherebbero? Avoglia a twitter e facebook. Un mondo senza New York Times, New Yorker, Harper’s, New York magazine ecc sarebbe piu’ bruttarello e piu’ difficile da raccontare. E anche senza Brian Williams del tg della NBC, a cui l’anno prossimo sara’ affidato un nuovo newsmagazine settimanale con molte finestre estere. Perche’ gli esteri tirano parecchio, calamita’ a parte. Gli esteri sono il nuovo cortile domestico. Perche’ il mondo, infilato nella lavatrice dei new media, si e’ ristretto e cosi’ adesso il ciclo del lavaggio e’ completo. Rimane la domanda fondamentale: chi paga per il detersivo?

ps quello che stupisce tornando in Italia non sono le tante signorine che, irragionevolmente senza motivo, sgambettano in qualsiasi programma ma i volti mattonati di conduttori, ospiti, ecc Va bene che siamo un paese circondato dal mare…
Quasi, quasi rimpiango lo Speaker del Congresso americano, quello che i media (old e new) sfottono sempre per la perenne abbronzatura ma che, al confronto, e’ un viso pallido.

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