VIVA L’ITALIA. E basta Dylan

2 lug

“Vi lascio in buone mani” ha detto Francesco De Gregori alla fine del suo concerto e prima di essere richiamato sul palco per i bis.
E invece no. Basta Dylan.
Sono in giro a lavorare per l’Italia da un mese e ieri sera ero a Lucca.
Elio, che da Milano e’ venuto da queste parti venti anni fa, mi aveva scritto per chiedere “prendo i biglietti per De Gregori-Dylan ?”. Anche se “concerti mai piu’” difficile dire no grazie.
E’ arrivata da Firenze anche Simona, pure lei antica esule da Milano. Con Elio e Simona ( e altri 15 giura Elio, io non ricordo ) eravamo partiti in treno per andare a sentire Dylan a Parigi nel 1978. Da allora sono andato per concerti di Dylan tante, tante volte. E sempre facendo quel giochetto di provare a riconoscere i vecchi pezzi storpiati ( rivisitati… ) gia’ dall’attacco (ieri sera nella prima parte She belongs to me, Tangled up in blue ). Ora anche questo rito da dylaniati mi ha scassato le palle. E su Sinatra seguitelo voi, se vi pare.
Siamo andati via alla fine della prima parte del concerto di Dylan. Zero emozioni. Tanti giovani per lui.
De Gregori in forma smagliante e’ stato molto, molto piacevole. Tra le pagine chiare e le pagine scure una bella serata, in una bella piazza, in un caldo pazzesco e tra odori antichi di roba buona dimenticata.

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