LOST, la scatola (vuota) dei misteri

29 Mag

Lungo articolo di FRANK BRUNI oggi sul New York Times (Magazine). Si parla di J.J. ABRAMS e della sua scatola dei misteri che Bruni ha provato ad aprire. Non c’e’ chi non definisca geniale Abrams e ieri ho sentito di sfuggita, qua in Italia, Freccero accennare alle molteplici letture di LOST. La scatola dei misteri appunto. Bruni ha provato ad aprirla e non ci ha trovato granche’. L’idea era gia’ contenuta nell’isola e il casting ha tirato le linee delle sottotrame. Dopo la prima stagione io ho smesso di guardarlo. Sono tornato per il finale new age. Certo e’ stata un’enorme idea televisiva perche’ ha gettato nella scatola (della tivu) la doppia possibilita’ di una lettura semplice e di una complessa. Che e’ poi quello che vorrebbero ottenere tutti gli autori. Solo che quella semplice non ha poi retto le leggi del thriller e si e’ squagliata e quella complessa ha giocato a prenderci in giro facendoci supporre pensierini che nella scatola (magica di Abrams) erano solo buttati li. E’ utile andarselo a risentire Abrams nella sua conferenza al solito TED, prima di buttarci a vedere il film in uscita Super 8. Abrams e’ spalmato dappertutto nella prossima stagione (tv e cinema). Le ultime due serie televisive post Lost sono andate male e quindi non rinnovate. Il genietto non si ferma un secondo ma non e’ MESSI.

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