Post-it

30 Mag

Per me il post-it e’ un’invenzione (anno di grazia 1968) straordinaria, come la penicillina.
Ne ho sempre in tutte le tasche e ci scarabocchio qualsiasi cosa nel corso della giornata. A fine giornata trascrivo e strappo. Spesso li perdo e vado nel panico. Il post-it e’ la memoria di scorta. Per cose grandi e piccole, mischiate senza criterio.
In queste giornate italiane provo a tenermi aggiornato su FUKUSHIMA. E’ il mio post-it quotidiano e ossessivo. In America non ho tanto bisogno di scriverlo perche’ le televisioni ce lo ricordano continuamente. Qua meno, mi sembra. Ora, con i referendum, probabilmente ci sara’ un risveglio dal coma.
Tifoni in arrivo e alta radioattività nei fondali del Pacifico in un’area di 300 chilometri da FUKUSHIMA, sono le ultime notizie. Scrive il WALL STREET JOURNAL che l’industria del pesce nella zona e’ morta e in piu’ di centomila hanno fatto domanda per il sussidio di disoccupazione (che in Giappone copre il 60% del reddito che si portava a a casa).
Da quel paese lontano, che e’ stato primo al mondo, arrivano segnali che andrebbero colti sul nostro futuro. Quelle anime morte che vagano nella spiaggia del finale del film di MALICK, che ho appena visto, sono interpretabili come ci pare. E trasportabili altrove. E’ la cosa che mi e’ piaciuta meno del bel film ma e’ un post-it apocalittico, pastrocchiato che mi ha ributtato dentro Fukushima.

ps altro post-it, che ne e’ di AI WEIWEI? e’ possibile non sapere cosa sta accadendo al piu’ celebre artista cinese incarcerato nel suo paese?

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