La parrocchia americana che piace al Papa

10 set

Il Papa si e’ collegato in teleconferenza pochi giorni fa ( prima dell’annuncio “le parrocchie agli emigranti” ) con il centro di accoglienza ai rifugiati di una chiesa sul confine tra Texas e Messico.
La ABC , con il conduttore David Muir che fa il massimo ascolto tra i TG della sera, ha mandato in onda il collegamento. Dopo e’ arrivata l’esortazione ai vescovi e parroci italiani.
Intanto noi ci siamo accorti di vivere in un’Europa migliore di qualche settimana fa. Grazie anche al “Papa di Lampedusa” e alla “Cancelliera figlia di un pastore luterano” ( la bio-sintesi acidognola dei due protagonisti e’ copyright-Giuliano Ferrara ).
Nella chiesa Sacred Heart ero stato lo scorso aprile. Per girare un documentario sui cattolici americani che andrĂ ’ in onda su TV2000.

Quella parrocchia americana mi aveva colpito. Fa un lavoro che nessuno fa. E su alcuni organi di stampa in America e’ stata attaccata la diocesi che sostiene l’opera di questa chiesa.
Starci dentro ad ascoltare le storie come quella di Myrtala, guatemalteca, mi aveva commosso. Myrtala si fece tutto addosso alla partenza per non subire le violenze che, durante il lungo viaggio, sono quasi la norma. E’ arrivata con due figli, senza il marito scomparso in America due anni prima.
A chi ha parenti negli Stati Uniti, che possono pagare il biglietto del Greyhound per raggiungerli nello stato dove vivono, viene dato un lasciapassare dal centro di detenzione in cui sono stati condotti, dopo essere stati presi dalle guardie di frontiera in Texas, appena passato il Rio Grande che fa da frontiera con il Messico. Sul lasciapassare e’ indicata la data ( un paio di settimane in media ) in cui ci si deve presentare in un’aula di tribunale nello stato in cui si e’ andati e cosi’ verra’ deciso dello status di rifugiato.
Nella chiesa di Sacred Heart ci hanno detto che il 40 percento ce la fa, con l’aiuto di un network di avvocati che lavorano gratuitamente.
Nei suoi quasi sette anni di governo l’amministrazione Obama ha deportato oltre due milioni di richiedenti asilo. C’e’ chi dice piu’ di George W.Bush. Comunque tanti, come hanno sempre fatto tutti i presidenti americani, repubblicani e democratici ( senza aver potuto impedire a dieci milioni di “undocumented” di vivere oggi negli Stati Uniti ).
Myrtala rimase nella parrocchia americana per tre giorni. Non so se ce l’ha fatta a fermarsi negli Stati Uniti.
Da qualche mese Obama ha cambiato politica sull’immigrazione. Come la Merkel.
La parrocchia americana del Texas fa quello che ha sempre fatto.

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