In un seggio in Myanmar. Un incontro

8 nov

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Oggi in una cittadina nel Myanmar, ai confini con la Thailandia, sono entrato in un seggio elettorale. Quarantamila anime sparse in una campagna attraversata da uno dei quattro grandi fiumi del paese.
Si e’ votato dalle sei del mattino alle quattro del pomeriggio in un giorno solo.
Nella scuola dove sono andato tutte le maestre erano sedute ai banchi per controllare le operazioni, nella tradizionale uniforme ( camicia bianca, gonna lunga verde).
Ho chiesto il permesso di entrare e i militari, stupiti e sorridenti, mi hanno aperto le porte, vietandomi di fotografare all’interno.
Dentro molto rappresentanti della NLD. Fuori si cercava il proprio nome tra gli aventi diritto.
Se non lo trovavano bastava uno che avesse votato a garantire per loro. E poi le maestre conoscono tutti.
All’uscita ho incontrato un signore con un cartellino al collo che mi sembrava potesse essere uno dei 2000 osservatori internazionali al lavoro in Myanmar.
Si trattava di Mr. Dean Smith, senatore australiano del partito liberale . Mi ha detto che dal suo paese sono venuti in tre senatori. E che tutto si sta svolgendo regolarmente per quello che lui ha potuto vedere, saltabeccando in quattro scuole.
Ci vorranno almeno due giorni per conoscere i risultati generali.
E sarebbe bello risentire allora Mr. Smith. Il primo senatore australiano, ho letto poi, a dichiararsi apertamente gay.

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