MAKING A MURDERER e’ una palla disumana

12 gen

Ho fatto una immensa fatica a finire le dieci puntate di Making a murderer su Netflix.
E’ una specie di Un giorno in pretura tirato oltre ogni limite. Sarebbe stato un discreto documentario e invece e’ stato sbrodolato in dieci puntate per farne una serie. Dico solo discreto perche’ manca il protagonista.
Il paragone con The Jinx non sta in piedi. Li c’era un grande, complesso, forse malato, protagonista. Quello che appunto fa una storia. In Making a murderer ci sono gli avvocati, mancando il protagonista che, arrivati alla fine, non sappiamo chi sia. Fox e Investigation discovery si sono buttate sul caso di Steven Avery , dopo l’uscita della serie. Il crime e’ una panna che a montarla ci guadagnano tutti.
La storia e’ ormai nota. Avery ha passato 18 anni in galera per stupro ed e’ stato poi liberato in seguito ad esame del DNA. E’ quindi stato di nuovo incarcerato con l’accusa di omicidio di un’altra donna. Nel frattempo Avery aveva chiesto 36 milioni di risarcimento.
Siamo in Wisconsin e quello che esce fuori e’ un sistema di giustizia sommaria di cui conosciamo i guasti. In America non esistono i gradi di giudizio ( e i tempi ) a cui noi siamo abituati. Non a caso meritevoli organizzazioni lottano contro i tanti errori giudiziari. Ma  qua parliamo di un racconto televisivo. E non c’e’ la grammatica per leggerlo.
Uno dei piu’ grandi documentaristi di sempre, Frederick Wiseman, ci ha abituati a storie simili. A volte le sue due, tre ore senza musica, con un montaggio elementare, possono risultare troppe. Le ricava da un centinaio di ore di girato quando racconta una storia. E alla fine ci offre un ritratto di un quartiere, una citta’, una scuola,un caso, ecc. Ma dieci ore sono probabilmente troppe anche per lui. Per questo esiste il montaggio. Esiste la scrittura. La costruzione dei caratteri.
Una storia lunga dieci anni, anzi dodici, e’ stata Boyhood ed e’ stata scritta bene. Una storia fondante della realta’ in televisione e’ quella ( Seven Up ) che ogni sette anni ci racconta Michael Apted di un gruppo di persone seguite nella loro vita, dal 1964.
Making a murderer ha avute critiche ottime. Prendete il New York Magazine che scrive  il contrario su tutto quello che dico in questo post. La serie ha anche generato petizioni alla Casa Bianca.
Quindi, come non detto.

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