Quelli che vanno da Trump ( e quelli che vanno da Cruz ). E quelli che stanno alla televisione

29 gen

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Sono stato ieri da Trump alla Drake University di Des Moines e poi al Marriott, a cinque minuti di distanza, dove Cruz aveva dato appuntamento ai suoi sostenitori per seguire il dibattito su FoxNews, in onda senza la partecipazione di Trump.
Nell’auditorium del college sono entrati solo in 700. Fuori, nel freddo cane, alcune centinaia in fila per due, tre ore sono rimasti fuori. A leggere la stampa e a vedere la televisione sembra che masse oceaniche si siano riversate su Trump. Non e’ cosi’. L’evento e’ stato organizzato in una universita’, come si fa spesso in generale, per garantire un pubblico di curiosi, fatto dagli studenti che la frequentano.
Ieri le decine di giornalisti televisivi presenti da Trump scandagliavano la fila in attesa di entrare e si trovavano in mano sostenitori di Hillary e Sanders.
Ma voi avete letto altre cose. Che Trump ha trionfato nella giornata del gran rifiuto di partecipare al dibattito. Certo, ha trionfato sui media. Come fa da quando e’ partito il suo reality show elettorale.
Altro pubblico da Cruz. Solo i convinti tifosi che esplodevano in applausi ad ogni sua parola e soprattutto ad ogni citazione che richiamava la fede cristiana.

Tutti qua danno per vincente Trump e dicono che dopo l’Iowa si aprira’ un’autostrada che lo condurra’ alla convention repubblicana. Ma in Iowa si vota nel caucus. Che vuol dire che lunedì prossimo verso le sei di sera, nel gelo, devi andare in una chiesa o in una scuola e starci un paio d’ore, forse tre, e poi alzerai una mano per il tuo candidato, come in un’assemblea di condominio.
Nel 2012 i repubblicani che andarono ad un caucus per votare furono 121.501. Nel 2008 tra i democratici andarono in 239.872 e fu Obama.
Trump, come Sanders ( ne parleremo ) ha bisogno di un grande afflusso.
Trump ha bisogno che i telespettatori si trasformino in elettori. Se sara’ cosi potra’ aggiustarsi il ciuffo con gioia.

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