David Plouffe e tutto il cucuzzaro per Hillary . Per chi voto io, se non si e’ capito

22 feb

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The Circus e’ il nuovo paio di occhiali con cui guardare a queste elezioni. E’ televisione che va oltre i talk shows e i dibattiti.
Ieri sera su Showtime, nel settimanale bel riassunto elettorale di 30 minuti, si e’ rivisto David Plouffe, il campaign manager di Obama nel 2008.
Plouffe, in visita ad una sede della campagna di Hillary, ha detto perche’ la sostiene. Non e’ solo. C’e’ tutto il partito democratico. E la stampa, la televisione di orientamento progressista. Nella stessa trasmissione di ieri Bill Clinton , che fa campagna per la moglie con gli stessi toni del 2008 contro Obama, e’ stato chiamato “the troller-in-chief”. La sua voglia di tornare in quello studio ovale è incontenibile.
Quella di Sanders e’ una mission impossible, come si legge ogni giorno. E, diciamo la verita’, il simpatico vecchietto di Brooklyn presidente degli Stati Uniti e’ una barzelletta.
Dall’altra parte oggi Paul Krugman ci dice che Marco Rubio potrebbe essere anche peggio di Donald Trump.

Io sono registrato democratico. Il 19 aprile si vota per le primarie a New York. Se sara’ ancora in corsa ( dopo il Super Tuesday non so ) votero’ per Bernie. Un voto che e’ come il tifo per la Fiorentina. Una causa persa. Tanto Hillary e Bill non hanno bisogno di me. Hanno i “billionaires”, direbbe Bernie.

Su un registro leggermente piu’ serio dico che sarei contento di una candidatura indipendente di Bloomberg. Ma nel caso molto probabile di una vittoria di Hillary su Bernie non ci sarebbe un grande spazio.

Dick Van Dyke, 90 anni, leggenda televisiva, per Bernie.
Ha detto che e’ ora fare di spazio ai giovani come Bernie ( 74 anni ) e che l’ultimo democratico che ha sostenuto e’ stato Eugene McCarthy, nel 1968, contro Johnson.
Ho un manifesto di McCarthy appeso in casa.

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