Pelle di Oscar. Joe Biden e sorpresona finale

29 feb

Il pre-Oscar e’ sinteticamente questo: 1) il boicottaggio di alcuni noti afroamericani per l’assenza di nominations di neri 2) ce la fara’ il viso pallido Leonardo DiCaprio a portare a casa la statuetta ?
Il resto e’ red carpet, partito tre ore prima su ABC.
Hollywood bianca e maschile come i volti del potere in America ( per stare al New York Times ).
La vicenda non riesce ad appassionarmi. Non perche’ non esista il problema ma nella gerarchia di quelli che angosciano la minoranza di colore, non mi sembra al primo posto.
Spike Lee ha detto che non avrebbe boicottato gli Oscars ma che semplicemente andava a vedere i Knicks contro Miami che giocano un’ora prima dell’inizio della cerimonia in California . Un dubbio che ho avuto anch’io stasera anche se sarei per il boicottaggio dei Knicks che fanno pena.

Allora tutto il peso della contraddizione e’ calato sulle spalle di Chris Rock ( il conduttore ) che non poteva immaginare quando lo hanno contattato che avrebbe presentato nel pieno di una polemica legata al suo colore di pelle. Rock, al suo secondo Oscar dopo undici anni, ha evidentemente dovuto lavorare parecchio al monologo iniziale.
Chris Rock nel suo prologo dice piu’ o meno quello che pensavo. Perche’ il boicottaggio non c’e’ stato negli ultimi 70 anni ? E poi uccide il politicamente corretto. Rock propone di abolire i premi di genere ( uomini e donne ) ed unificarli ( migliore attore, che sia maschio o femmina ) ed  invece introdurre i premi per nuove categorie dedicate ai neri. Scherza ma mica tanto.
Tengo davanti a me la pagina ritagliata del New York Times titolata ” And the winners will be…”.  Sugli scrittori ci becca subito con i due premi a  Spotlight e The Big Short.
I siparietti di Chris Rock sono tutti monotematici. Era probabilmente quello che si doveva pagare al boicottaggio dei neri ma ad un certo punto ho cominciato ad andare su HBO, Showtime a vedere pezzi di Vinyl, Billions.
Il contributo girato davanti ad un cinema di Compton e’ pero’ molto divertente. Anche se Chris Rock che fa le faccette sembra una brutta copia di Enrico Lucci delle Iene ( piu’ bravo ).
Intanto Mad Max fa incetta di premi tecnici e quindi vago tra i canali.
Mi emoziona il ringraziamento dei vincitori dell’Oscar per il best short animated. Dicono “Viva Cile”, informandoci che e’ la prima statuetta nella storia del paese.
Arriva il primo errore del New York Times che per l’attore non protagonista diceva Stallone, che rimane incollato alla poltrona.
Louis C.K. fa morire con la presentazione del documentario breve, quello realizzato dai poveri che rimarranno sempre tali.

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Sul palco si materializza Joe Biden a presentare Lady Gaga. Ti chiedi cosa c’entri. Dice una breve cosa sulle violenze alle donne nei colleges. Standing ovation. E allora pensi, “Vecchio Joe perche’ non ti sei buttato nelle primarie, che sarebbe stato un bel film ?”
E dopo vince Morricone. Di nuovo standing ovation.

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Il finale e’ di nuovo Inarritu.
Ormai l’attesa e’ solo per The Revenant, a cui non darei il miglior film ( contro mio figlio che ci va pazzo ). DiCaprio vince e fa un discorso sul cambiamento climatico, che in America c’e’ sempre bisogno di dire che e’ reale.
Mio figlio contento e il New York Times non ci ha preso, alla fine, perche’ il miglior film e’ Spotlight.
In gloria del giornalismo investigativo, quello che in Italia si vede solo al cinema.

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