La vita , in carcere

5 mag

Una cara amica mi aveva consigliato di leggere un libro prima di iniziare questo lavoro nelle carceri. La corrispondenza lunga ventisei anni tra un ergastolano e il suo giudice ( “Fine pena : ora” di Elvio Fassone ). Io lo consiglio a voi.
In questi primi giorni di incontri e interviste nella casa di reclusione di Padova ritrovo le pagine che ho letto, interpretate da protagonisti diversi.
Le parole che escono dalle pagine e si vanno a stampare in una telecamera hanno un volto, occhi. E un nome. Biagio, Carmelo, Lorenzo, Gaetano. Alcuni di loro sono chiusi dentro da venti, trenta anni. Alcuni hanno un ergastolo “ostativo”, che vuol dire che non usciranno mai. Allora ti trovi li, a fare domande ma ti gira in testa solo quella cosa. Non usciranno mai.

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