Zingare

10 mag

Nelle carceri femminili ci sono nomadi. E’ cosa nota. Non ci sono solo loro, soprattutto negli ultimi tempi.
Loredana, la piu’ anziana delle tre con cui ho parlato, dice orgogliosamente e disperatamente che “noi zingare nasciamo con un destino segnato”.
Elisabetta ha un cumulo di pene impressionante, avendo messo tante volte le mani nelle tasche di viaggiatori nella metropolitana di Milano.
Meghi ha dato esami universitari di giurisprudenza ma poi è stata presa con il marito, Bonnie and Clyde.
Tutte e tre hanno figli fuori ( e anche dentro ) che bagnano i loro occhi quando ne parlano.
Entrando nel carcere della Giudecca stamattina abbiamo incrociato un’altra nomade con un bimbo piccolo che e’ salita, scortata, su un motoscafo della polizia penitenziaria. Un lungo trasferimento a Foggia, dove domani dovr√† essere presente ad un’udienza per un furto. Ho chiesto piu’ volte cosa avesse rubato. Me lo hanno ripetuto piu’ volte. Quattro lamette.

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