Donne, è arrivato l’arrotino e l’ombrellaio

30 nov

Ho guardato scampoli di televisione italiana negli ultimi giorni romani. Domani aereo e basta.
In realta’ non è proprio cosi. Da quando c’e’ Rai Play vedibile all’estero ( grande innovazione ) recupero cose random. Non so a cosa serva piu’ Rai Italia, a cui sono abbonato, che manda in onda una selezione delle tre reti per noi emigranti. C’e’ il calcio ma tanto danno sempre la Juventus e quindi si puo’ tranquillamente farne a meno.
Detto questo, l’immersione nella tv generalista local, tra referendum e oggi Lapo, mi ha saturato. Con qualche eccezione. Mi sono appassionato a Gazebo Social News, mi ha interessato Lerner islamico, mi ha divertito ( per dieci minuti ) Casa Mika.
In ogni programma di parole torna lo spettro di quelli che arrivano da fuori e qualcuno vuole sempre respingere. Una cosa che ora mi aspetto nell’America di Trump. Come se, nel silenzio quasi generale, Obama non avesse deportato i senza documenti anche piu’ di Bush.

Leggo della nascita della nuova organizzazione di news online con Mike Allen. Che si affretta a decretare la morte dei grandi organi di stampa, gia’ feriti gravemente nell’ultimo ciclo elettorale.
I tempi cambiano ma non ovunque. In Italia funzionano ancora i telegiornali alle ore canoniche e anche i nuovi piani di cui si legge in questi giorni non ne modificano sostanzialmente il peso.
Questo paese di anziani non si stacca dal telecomando anche se sta imparando ad andare oltre i primi sette tasti. Netflix mi pare di capire sia molto elitario, Amazon deve arrivare.
Stamattina ho aperto la finestra e ho sentito arrivare il grido “Donne e’ arrivato l’arrotino e l’ombrellaio”. Una meraviglia. Tutto immobile. Come quando ero bambino.

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