SNEAKY PETE, la serie migliore di inizio anno. Tra Fargo e Breaking Bad

21 gen

Ho finito i dieci episodi della nuova serie, Sneaky Pete, di Amazon.
La sera tornavo a casa felice di riprendere a sfogliarla, come ormai mi accadeva raramente.
Da tempo ormai mollavo le visioni delle infinite robe nuove che ci arrivano ogni venerdì da Netflix, Amazon e compagnia dopo il primo episodio. Anche il tanto strombazzato OA l’ho mollato, senza nemmeno finire la prima puntata. Sono allergico al soprannaturale. Meno all’implausibile.
Tutte le serie sono implausibili. Fargo e Breaking Bad erano forse documentari naturalistici ?
La scrittura migliore deve correre su quel confine tra paradosso e realta’, provando a tirare fuori elementi di verosimile che ci portano dalle parti della nostra “coscienza”, del nostro non detto, nemmeno a noi stessi. In questo Sneaky Pete supera l’inimmaginabile perche’ il protagonista è un “con man”, un truffatore, un bugiardo, un impersonificatore. Uno che assume diverse identità , che vediamo continuamente sul punto di crollare e che invece riesce a cavarsela con una nuova geniale invenzione.
Lo scambio di identità è alla radice della scrittura piu’ affascinante. Anche in letteratura. Giovanni Ribisi, il protagonista Pete, è perfetto in questo sdoppiamento. Leggo della sua militanza in Scientology. Sara’ per quello…
L’executive producer, cocreatore e attore è Bryan Cranston, il Walter White di Breaking Bad, straordinario impersonificatore di presidenti ( da Johnson a Nixon ) e che ha detto di aspettarci un suo prossimo Trump. Con Cranston sono dietro la macchina David Shore (“House,” “Battle Creek”) e Graham Yost (“Justified,” “The Americans”).
Il cast è strepitoso e ci illumina, volendo, su quell’America rurale su cui ci hanno fatto due palle tante con l’elezione di Trump. Con Sneaky Pete siamo in Connecticut e New York appare lontana e quando ci si arriva è vista attraverso gli occhi di chi vive in un paese, tra mutui che vanno a rotoli e debiti accumulati sulle carte di credito.
La CBS, che aveva la serie in mano, la mollo’ e Amazon ci è saltata sopra. Meglio per noi che cosi’ ce la siamo bevuta senza pubblicità e in un sorso.
Saturi di serie tv, ecco la riconciliazione con un piccolo gioiello. E una bella pausa dalle soprannaturali vaccate che siamo costretti ad ingurgitare in questi giorni di cambio di inquilino alla Casa Bianca.

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