Satira & soldi

8 feb

In questi giorni in America si comincia ad andare dal commercialista e si buttano sulla sua scrivania fatture e scontrini. Si avvicina il 15 aprile, la scadenza.
Ieri ci sono passato anch’io. Abbiamo scherzato sull’ignota dichiarazione delle tasse di Trump e sul mio reddito che non cambia da anni, nonostante una dozzina di lavori portati a casa nell’anno. Bei lavori, sono contento. Sul resto, lasciamo perdere.
In America è normale dire il tuo reddito. A parte il mio, parlo dei famosi.
In Italia ogni tanto leggi dei compensi (anche Rai) come fosse uno scoop e rimani perplesso. Poi arrivano precisazioni, smentite, ecc. In generale credo sia sempre il mercato a decidere. Anche chissenefrega pero’.

In America, in genere, non si parla di soldi invece nella satira televisiva. Non farebbe ridere nessuno.
Ho visto ieri Crozza e se ci togli le battute sui soldi (Conti, Salvini) rimane robetta. E tutti giu’ a ridere quando dice che lui i soldi li prende perche’ e’ genovese (battutona).
Capisco che la satira che perde prima Berlusconi e poi Renzi non sappia dove andare.
Ci vorrebbe un Trump. Con lui Saturday Night Live sta facendo gli ascolti piu’ alti degli ultimi 22 anni e per la prima volta Colbert ha superato Fallon e Kimmel perche’ piu’ politico dei due.

Il voto segreto, i soldi segreti, questa e’ la nostra educazione sentimentale.
Obama, che ci piace tanto, non ha rinunciato ad una vacanza nei suoi otto anni. Tra le Hawaii e le eleganti isole del New England. Ci ha ammazzato con le sue uscite sui campi da golf. Ora viaggia ospite tra la villa di un ricco e di un altro conosciuti negli otto anni alla Casa Bianca, Come aveva fatto Blair. E come fanno i nuovi ricchi.
In America nessuno ci fa battute sopra. Lo trovano normale. Per il filosofo moralista di Genova sarebbe materiale da imbastirci sopra un puntatone.

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