Tony Erdmann, se non uscite poi vale la pena

9 mar

Come il gesso che graffia sulla lavagna. Insopportabile per lunghi tratti.
Lento, girato antico, irritante. Accanto a me una coppia ha contrattato per tutta la durata del film se andarsene o no. Per mia sfortuna sono rimasti. Per tutti i 162 minuti della pellicola.
Vi presento Toni Erdmann è il film candidato ai Golden Globes, all’Oscar per miglior film straniero, vincitore dell’European Film Award. Cosi’ carico di riconoscimenti da suscitare almeno curiosita’. C’è poi la storia che i tedeschi non saprebbero farci ridere.
Maren Ade, la regista, ci racconta del rapporto tra un padre e una figlia in cui ci possiamo ritrovare, se lo sfrondiamo di puzze, maschere e scherzi. I due sono andati nella vita ognuno per la sua strada. Poi a Bucarest, che non vediamo spesso al cinema, entriamo dentro storie che ci appartengono ( operai da buttare via e nuovi ricchi che ci ricamano sopra ) perche’ sono di questi anni, a qualsiasi latitudine.
C’è pero’ un racconto dell’Europa dell’est che non si vede. E c’è una cosa per cui, alla fine, dopo mille imbarazzanti scenette, esci e dici “vorrei comportarmi come Toni Erdmann, qualche volta nella vita”.

Comments are closed.