Scienze delle comunicazioni. Ma perché ?

9 mar

Incontri-fotocopie in questi giorni romani. Genitori preoccupati per i figli che frequentano facoltà di Scienze delle comunicazioni. Sono tante, cresciute fuori da una domanda reale di mercato.
Una volta quello del giornalista era uno dei mestieri che si passava di padre-madre in figlio/a. Oggi gli stessi genitori, entrati anticamente nella corporazione, annaspano. Alcuni hanno trovato rifugio nelle universita’, insegnando materie ricavate dalle loro biografie e alimentando miraggi. Queste scienze offrono lavoro ( anche secondo lavoro ) a chi ci lavora. In rari casi a chi studia.
Aggiungo che incontro spesso stagisti che sono saette. Che meriterebbero di lavorare. Ma il lavoro se lo dovranno inventare. E qualcuno, non le centinaia di iscritti alle citate facoltà, ce la fara’.

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